Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

La lenta scomparsa dei bar. In sei anni persi 206 locali

di Paola Ducci
La lenta scomparsa dei bar. In sei anni persi 206 locali

Costi alle stelle e consumi in calo svuotano locali e quartieri

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Sono 206 i bar che hanno chiuso in provincia di Modena in sei anni. Le attività del settore sono passate dalle 1.770 del 2019 alle 1.564 del 2025, con una diminuzione dell’11,6% e una perdita stimata di circa 62 milioni di euro di ricchezza per il territorio. E il capoluogo non fa eccezione: a Modena città i bar sono scesi da 581 a 506, 75 attività in meno (-12,9%), per una perdita stimata di 23 milioni di euro.

Sono i numeri modenesi del dossier nazionale di Confesercenti sulla desertificazione commerciale, un fenomeno che non riguarda soltanto negozi e attività di vicinato, ma anche quelli che da sempre sono considerati veri e propri presidi di comunità: i bar.

Un dato che a Modena assume contorni particolarmente concreti, perché si traduce in saracinesche abbassate, locali che cambiano gestione o restano vuoti e pezzi di quartiere che, poco alla volta, perdono i loro punti di riferimento.


Dati nazionali


A livello nazionale, tra il 2019 e il 2025 sono scomparse 24.073 imprese del settore bar, pari a un calo del 14,2%, con una perdita di ricchezza stimata in 7.222 milioni di euro. La provincia di Modena, pur registrando una flessione leggermente inferiore alla media nazionale, non è dunque estranea a una tendenza che preoccupa il mondo del commercio.

Perché quando chiude un bar non viene meno soltanto un'attività economica. Viene meno anche un luogo dove ci si ferma per un caffè, si incontrano i vicini, si scambiano due parole con il barista che conosce il quartiere. Nei centri storici e nelle zone residenziali diminuiscono le presenze e i flussi di persone e, di conseguenza, anche la domanda per gli altri negozi e servizi. Un effetto a cascata che può incidere sull'occupazione, sui consumi e sulla vitalità dei quartieri.


Costi e nuove abitudini


«Alla base della contrazione ci sono innanzitutto l'aumento dei costi di gestione, dall'energia alle materie prime, dagli affitti al costo del lavoro - spega il presidente provinciale di Confesercenti e presidente Fiepet Modena - . Una situazione che pesa particolarmente su attività caratterizzate da scontrini medi contenuti e da una forte necessità di personale».

Rossi specifica anche che poi ci sono gli strascichi della pandemia, che ha cambiato abitudini consolidate. «Il lavoro da remoto ha ridotto i flussi quotidiani verso i centri urbani e gli uffici, mentre è diminuito anche il rito della colazione al bar. A questo si aggiungono la perdita di potere d'acquisto delle famiglie, una maggiore selettività nei consumi e la concorrenza di formule alternative, dalla grande distribuzione alle catene organizzate, fino ai servizi di consegna».

In provincia incidono anche le caratteristiche dei diversi territori. Nelle zone montane pesano l'invecchiamento della popolazione e il calo dei residenti. A Modena, invece, dove negli ultimi anni i flussi turistici sono cresciuti, a incidere può essere anche la pressione degli affitti e degli altri costi fissi, che rende più difficile mantenere in equilibrio i conti di un'attività.

«La chiusura di decine di bar in provincia e in città non è una statistica neutra: è una ferita alla vita sociale ed economica del nostro territorio. Ogni locale che scompare porta via un pezzo di comunità, lavoro e ricchezza che non si recuperano facilmente», sottolinea ancora Rossi, «Il calo dei bar in rapporto al numero di abitanti, evidente anche nella nostra regione, indica che occorre intervenire per invertire questa tendenza e restituire ai nostri quartieri i luoghi di incontro che li rendono vivi».


La petizione Confesercenti


Per contrastare la desertificazione commerciale, Confesercenti ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare per sostenere le attività di prossimità, tra cui bar e ristorazione.

Tra gli obiettivi ci sono la riduzione degli oneri amministrativi e fiscali, il sostegno alla nascita e alla tenuta delle piccole imprese e politiche urbane capaci di valorizzare i luoghi di incontro.

«Difendere un bar di prossimità significa difendere un pezzo di vita della propria comunità. Invitiamo i cittadini a sostenere la proposta firmando la petizione online sul sito di Cofesercenti Modena o presso le sedi della città. Ogni firma è un passo concreto per restituire ai nostri quartieri luoghi di socialità, lavoro e relazioni», conclude Rossi.l


 

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