Il nuovo parroco esorcista: «Mi occupo di chi si sente colpito dal maligno»
Don Gabriele Brusco, parroco dell’unità pastorale di Fossoli, Budrione e Migliarina, nominato dal vescovo Erio Castellucci esorcista della Diocesi di Carpi: «Disponibile per chi ha bisogno»
MODENA. «Chi crede di avere necessità di un esorcismo può venire da me. Tramite la preghiera cercherò di aiutare questa persona a riavvicinarsi a Dio». Parola di don Gabriele Brusco, parroco dell’unità pastorale di Fossoli, Budrione e Migliarina, nominato dal vescovo Erio Castellucci esorcista della Diocesi di Carpi. Come previsto dal diritto canonico la licenza di esorcista viene concessa dal vescovo al sacerdote “ornato di pietà, di scienza, di prudenza e d'integrità di vita” affidando solo a lui il compito di “proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi”. La licenza era vacante in seguito al decesso di don Alberto Bigarelli, il quale per anni aveva esercitato questo ministero.
L’intervista
Don Brusco, di cosa si occupa oggi un parroco esorcista e, quindi, per quali motivi verranno da lei?
«Si occupa di persone che pensano di essere colpite dal maligno. Alcune volte è vero altre semplicemente vengono fraintese situazioni di difficoltà. O, ancora, può succedere che sia semplicemente situazioni per cui bastano la confessione e la vita sacramentale. Oppure ci si trova di fronte a persone non sempre sane, ma ammalate dal punto di vista psicologico».
In che senso la vita sacramentale può curare queste persone?
«I dieci comandamenti contengono tutti gli insegnamenti necessari: quando ci si dimentica di Dio, di andare a messa, di pregare si può arrivare a commettere peccati anche gravi. Se la persona vive nella vita sacramentale, vive la grazia di Dio e sta nella sua luce. Riesce, di conseguenza, a vivere bene. Molti, non riconoscendo più Dio nella vita di tutti i giorni si avvicinano a volte anche al peccato».
Qual è la differenza tra un parroco che ha licenza di esorcista e chi invece non ce l’ha?
«Si possono fare preghiere di esorcismo che normalmente sono concesse soltanto con autorizzazione del vescovo a favore delle persone vessate e colpite dal maligno in modo particolarmente grave. Gli esorcisti, solitamente, dicono che su cento persone si verificano pochissimi casi, perché nelle altre situazioni si tratta di suggestioni o altri tipi di problema. Il parroco normalmente manda dall’esorcista queste persone. Esorcista che, quando vi sono queste necessità fa questo tipo di preghiera per aiutare la persona a riavvicinarsi a Dio».
Come funziona?
«Chi crede di avere bisogno dell’esorcista, almeno per ora, può contattarmi e cercherò di fornire un appuntamento. Se poi queste richieste diventeranno troppe dovrò organizzarmi in un altro modo».
Ha già avuto esperienze come esorcista?
«Sì, sono stato in Brasile per accompagnare un esorcista il quale si era assentato durante un periodo in cui l’ho sostituito. Poi ho smesso. Arrivato qui, ho accompagnato don Bigarelli nelle sue messe di guarigione: credo abbiano pensato a me anche per questo».
Usate strumenti particolari, al di là della preghiera?
«L’acqua e il sale benedetti».
Pensa che la sua licenza possa essere estesa anche alla Diocesi di Modena-Nonantola?
«A Modena c’è già don Tommaso Reali, ma nelle prossime settimane avremo un incontro tra sacerdoti e potrei sapere con maggiore chiarezza la risposta a questa domanda».l
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