Vecchi mitra, pistole e una bomba. La scoperta dei giovani pescatori a San Prospero
Con ogni probabilità nascosti dai partigiani nel canale Sabbioncello. L’ordigno è stato fatto brillare. Il sindaco Borghi: «Dai ragazzi grande senso civico»
SAN PROSPERO. Due fucili mitragliatori, due pistole e una bomba a mano di tipo L23 di fabbricazione inglese (di quelle, diciamo, classiche, che spesso si vedono nei film sulla Seconda Guerra Mondiale). Un vero e proprio mini arsenale nascosto, con ogni probabilità, dai partigiani durante i giorni della Resistenza.
È questo il ritrovamento che, in maniera del tutto casuale, ha visto come protagonisti un gruppo di giovani di San Prospero e Cavezzo. Ragazzi di 15 anni o poco più che, dopo la scuola, sono soliti trovarsi per pescare. Un hobby che coltivano con grande passione e che nei giorni scorsi li ha portati sul ponte del canale Sabbioncello, a San Prospero.
Cosa è successo
Tutto è accaduto in un momento, quasi per caso: un paio di occhiali caduto in acqua, il retino per recuperarli e, all'improvviso, una canna di fucile che emerge dal canale e viene prontamente raccolta dai ragazzi, non poco stupiti dal ritrovamento.
A questo punto, «con grande senso civico» (come sottolineato dal sindaco di San Prospero, Sauro Borghi), il gruppetto di amici fa scattare l'iter necessario in questi casi. La chiamata ai carabinieri del paese e poi, nelle ore successive, l'arrivo dei sommozzatori della Marina di La Spezia e degli artificieri del Genio Pontieri di Piacenza.
L'area viene subito messa in sicurezza, con il transito vietato per tenere lontani possibili curiosi. Sono proprio i sommozzatori a trovare, in quella zona del canale, le due pistole, l'altro fucile mitragliatore e la bomba a mano di fabbricazione inglese. Quest'ultima viene poi fatta esplodere dal Genio piacentino in una zona sicura.
La madre
«Devo dire che sono stati davvero bravi, hanno fatto il loro dovere di cittadini – dice la mamma di uno dei giovani coinvolti nel ritrovamento – Mio figlio sente spesso parlare della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza e di questo tipo di ritrovamenti che si possono fare nel nostro territorio. Il fratello maggiore, infatti, studia Storia all'università e così questi argomenti sono spesso motivo di chiacchiere in casa. L'aspetto che più mi fa piacere sottolineare – conclude la mamma con una certa soddisfazione – è che sia lui sia i suoi amici hanno fatto quello che ci si aspetta da un buon cittadino».
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