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Emergenza siccità, Fanano resta a secco: l’acqua arriva con le autobotti

Emergenza siccità, Fanano resta a secco: l’acqua arriva con le autobotti

I bacini sono vuoti e adesso vengono riempiti con l’acqua minerale della ditta Acqua Monte Cimone (Gruppo Sem)

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FANANO. Fanano è a secco. L’eccezionale ondata di caldo e siccità di quest’estate presenta il conto: non c’è più acqua nei serbatoi che garantiscono l’approvvigionamento, al capoluogo innanzitutto. E per continuare ad averla nelle case, bisogna portarla con le autobotti: una cosa che non si vedeva dall’estate bollente del 2003. Più di vent’anni fa.

L’emergenza

Già quest’estate c’erano stati segnali di possibile crisi, «ma grazie alla collaborazione con Hera e l’impegno degli operai comunali, che hanno fatto un lavoro encomiabile in questi mesi, abbiamo fatto manovre nei bacini che ci hanno consentito di superare “indenni” il periodo clou del turismo» spiega il sindaco Stefano Muzzarelli. «Ma da settembre la situazione è diventata davvero critica, in assenza di piogge autunnali. La crisi idrica si è prolungata, portando le conseguenze».
L’emergenza acquedotto riguarda tutto il territorio. Perché parte dai due bacini principali che alimentano il capoluogo, raggiungendo poi anche le frazioni: il Tanella e il Magnolino. Sono praticamente vuoti. E vanno riempiti con acqua portata dai camion.

Le contromisure

Per fortuna si è trovata una soluzione sul territorio: la ditta Acqua Monte Cimone (Gruppo Sem) di Ospitale ha messo a disposizione un camion botte che da ieri fa la spola dallo stabilimento ai due bacini, portandovi migliaia di litri d’acqua. Acqua minerale, che sarebbe da utilizzare per l’imbottigliamento. Ma che viene deviata per l’uso domestico, finché durerà l’emergenza. La Monte Cimone per ora non ha ripercussioni dalla crisi idrica perché la ditta “pesca” in falde molto profonde, che garantiscono ancora un buon gettito. Parallelamente, l’azienda potrà infatti continuare a imbottigliare regolarmente, senza dover ridurre la produzione.

Il sindaco

«Ringrazio tantissimo Claudio Turchi, titolare dell’azienda, per la disponibilità che ha immediatamente dimostrato di fronte al bisogno del paese – nota Muzzarelli – è un bellissimo gesto. E impegnativo, perché potremmo avere bisogno di un’autobotte ogni due ore, per riuscire a garantire l’operatività dei bacini. C’è poco da fare, la situazione è questa, legata a mesi di caldo estremo e siccità perdurante. Quando è piovuto, lo ha fatto con bombe d’acqua che non portano alcun beneficio alle sorgenti. Solo ieri (mercoledì, ndr) è piovuto un po’ in modo normale, come ci si aspetta in autunno. Ma sono stati solo 0,4 millimetri, cioè nulla. Adesso tocca a noi, ma la crisi potrebbe raggiungere anche altri comuni».

L’ordinanza

Il sindaco ha emanato un’ordinanza per limitare il consumo d’acqua nelle case allo stretto indispensabile: vietato ovviamente innaffiare i fiori. Al momento, non pensa al razionamento: «Non credo abbia senso togliere l’acqua per alcune ore: in quelle immediatamente successive il consumo sarebbe doppio o triplo, non servirebbe a nulla. Ci serve pioggia, è quella l’unica soluzione». 

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