Agente picchiato, il sindaco: «Fermezza e rieducazione»
Mezzetti solidale con la vittima chiama in causa il Governo
MODENA. Ferma condanna da parte del sindaco dopo l’aggressione subita da un agente della Polizia Locale in largo Garibaldi durante i controlli serali nel centro storico. L’episodio, che ha portato al ferimento dell’operatore, ha riacceso il dibattito sul tema della sicurezza urbana e sul crescente fenomeno della devianza giovanile. «Massima solidarietà ai nostri agenti della Polizia Locale e tutta la mia vicinanza all’agente rimasto ferito mentre era impegnato nei controlli serali nel centro storico – afferma Massimo Mezzetti, esprimendo il proprio sostegno al corpo di Polizia Locale.
L'intervento
Il sindaco definisce quanto accaduto «un episodio grave e inaccettabile», sottolineando come l’aggressione confermi «quanto sia importante la presenza quotidiana della Polizia Locale a tutela della sicurezza dei cittadini». Un fatto che, secondo il primo cittadino, richiama l’attenzione sui comportamenti violenti che coinvolgono una parte del mondo giovanile. «Parliamo certamente di una minoranza di ragazzi, ma di un fenomeno che non possiamo sottovalutare», osserva. «Una violenza che non ha nazionalità: coinvolge giovani italiani, figli di italiani, come in questo caso, e giovani con famiglie di origine straniera. Le responsabilità sono individuali e vanno affrontate senza giustificazioni, ma anche senza generalizzazioni».
Per il sindaco il tema non può essere affrontato esclusivamente attraverso un irrigidimento delle sanzioni. «Torno a sollecitare una riflessione politica nazionale che vada oltre la risposta, tanto semplice quanto insufficiente, del solo inasprimento delle pene. La sicurezza richiede fermezza, certezza delle conseguenze e capacità di intervenire tempestivamente, soprattutto quando si tratta di minori». Da qui il rilancio della cosiddetta filosofia delle “tre R”: responsabilità, riparazione e rieducazione. «Chi commette un reato deve risponderne, deve essere chiamato a riparare concretamente il danno provocato e deve essere accompagnato in un percorso che gli faccia comprendere fino in fondo la gravità delle proprie azioni», evidenzia il sindaco che aggiunge: «servono inoltre strumenti normativi che consentano interventi rapidi, concreti e realmente efficaci», anche attraverso attività socialmente utili a favore della collettività.
La riflessione
«Non si tratta di scegliere tra fermezza ed educazione», conclude. «Si tratta di capire che senza responsabilità non c’è educazione, ma senza rieducazione rischiamo soltanto di preparare la prossima violenza. È questa la sfida che la politica deve avere il coraggio di affrontare». Una presa di posizione che punta a tenere insieme sicurezza, responsabilità individuale e percorsi di recupero per prevenire nuovi episodi.
Il dibattito politico
E puntuale l’aggressione accende lo scontro politico sulla sicurezza. Dal centrodestra arriva una richiesta unanime: dotare gli agenti del taser. Il capogruppo della Lega Giovanni Bertoldi ha espresso «vicinanza e solidarietà agli agenti aggrediti e a tutto il Corpo di Polizia Locale», sostenendo che l’episodio dimostra «la necessità di dotare i nostri agenti del Taser», soprattutto in una fase che vede «un’escalation di violenza» in città.
Secondo Bertoldi, chi indossa una divisa deve avere strumenti adeguati per difendersi e per garantire la sicurezza dei cittadini. Sulla stessa linea Luca Negrini, capogruppo di FdI, che definisce l’accaduto «di una gravità inaudita». Per l’esponente meloniano il taser rappresenterebbe anzitutto un deterrente. «Non si può continuare a negare agli operatori strumenti potenzialmente decisivi per la loro incolumità». Per il neo commissario di Forza Italia Enrico Fontana e Antonio Platis «Mezzetti è un disco rotto, predica su ciò in cui ha fallito, spendendo migliaia di euro: responsabilità riparazione e rieducazione» Il Pd, attraverso Diego Lenzini, Stefano Manicardi e Francesco Fidanza, oltre a esprimere solidarietà all’agente evidenzia due cose: «Il ragazzo in questione si è completamente infischiato del decreto anti-maranza e questo è la dimostrazione che i decreti sicurezza sono stati un fallimento» E chiede al Governo Meloni «di passare ai fatti, perché la sicurezza non può essere soltanto un tema per fare propaganda, ma richiede finanziamenti per i Comuni e più organici».
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