Dove mangiare senza glutine? La risposta arriva dai social: ecco “Modena Celiaca”
L'esperienza personale di Sara Calanca diventa un punto di riferimento per molti: così la sua pagina Instagram raggiunge migliaia di cittadini
MODENA. Dalla difficoltà a trovare una pizza sicura a una community con migliaia follower, una rete WhatsApp di oltre 900 persone e un sito per scoprire locali gluten free in tutta Italia. Sara Calanca, 33 anni, digital marketer modenese, ha trasformato un’esigenza personale in un progetto che aiuta tante persone a vivere la propria condizione con più serenità in città e non solo. Il nome? Modena Celiaca, una pagina nata dalla convinzione che «nessuno dovrebbe sentirsi diverso quando si siede a tavola».
Calanca, partiamo dall’inizio: com’è nata Modena Celiaca?
«La pagina Instagram di Modena Celiaca nasce nel novembre 2021, pochi mesi dopo la mia diagnosi del tutto inaspettata di celiachia. Il primo periodo è stato difficile, ricordo ancora la prima volta in cui mi sono messa alla ricerca di una pizza senza glutine: trovare un locale è stata un'epopea. Cercai su Google e al momento della prenotazione persi il conto di quanti non offrissero questa opzione e quanti invece non garantissero la non contaminazione, tema molto caro a noi celiaci. Da qui l'idea di aprire un profilo Instagram dove condividere le mie esperienze nei locali della città in cui sono nata e cresciuta».
Come interagisci con la tua community?
«Ho iniziato andando alla scoperta dei ristoranti per conto mio raccontando sui social la mia esperienza. Poi, man mano che i follower sono aumentati, ho iniziato a provare ciò che mi raccomandavano loro, e scambiarci pareri. Per farlo, abbiamo creato anche una community su Whatsapp, al cui interno c'è un gruppo dedicato ad ogni città dell'Emilia-Romagna e non solo, ne abbiamo anche una per Treviso, Alessandria, e Vicenza. Qui, ci si racconta i propri viaggi senza glutine, le ricette e gli eventi a cui si partecipa. Ognuno può sentirsi libero di fare domande e ricevere risposte da persone vere, che hanno sperimentato un ristorante, un hotel, un festival. Inoltre, col mio compagno ho creato il sito TavoloPerTutti.it, dove è possibile trovare al volo locali senza glutine in tutta Italia».
Tu e la tua community vi siete mai incontrati dal vivo?
«Sì, ho organizzato diverse cene offline. Scegliamo un locale e ci andiamo insieme, in modo da conoscerci e mangiare tutti insieme senza sentirci diversi per una sera».
Com’è cambiata Modena dal 2021 a oggi riguardo al gluten free?
«In questi ultimi anni l'offerta è aumentata, e oggi Modena è una città dove la celiachia può essere vissuta più serenamente rispetto ad altri posti dove sussiste il deserto più totale, anche se le esperienze horror non mancano. In un ristorante in città mi è capitato che mi venisse servito un piatto con glutine, che ho mangiato. Quando l'errore è emerso, lo staff mi ha detto che era colpa mia perché potevo riconoscere che era con glutine e non mangiarlo».
Qual è la soddisfazione più grande?
«La cosa più frequente che mi viene detta è "grazie per quello che fai". Ma io sono felice di poter aiutare chi non viene visto o riconosciuto adeguatamente, sono contenta di dare visibilità e contribuire, nel mio piccolo, a sensibilizzare sul tema».
Dove si mangia meglio senza glutine? Città o provincia?
«Modena città è ben attrezzata, ma anche l'Appennino se la gioca bene. Il problema dietro alla ignoranza sul tema è legato, secondo me, a un pregiudizio: spesso chi non ha problemi col glutine tende a pensare che gli alimenti gluten free siano cattivi. Ma non è assolutamente vero».
Che cosa manca ancora per rendere la vita più semplice ai celiaci?
«Senza pianificazione preventiva può essere sfidante trovare qualcosa da mangiare, soprattutto se si è in una città nuova o di fretta. A volte c'è ancora chi scambia la celiachia con una scelta alimentare, senza riconoscerla come una patologia. Il commento che arriva più spesso in questi casi è: "Avete troppe pretese". Mi sale un nervoso quando lo sento…».
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