Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

Detenuto 41enne morì inalando gas. Il giudice: «Dovete indagare ancora»

di Daniele Montanari
Detenuto 41enne morì inalando gas. Il giudice: «Dovete indagare ancora»

Accolta la richiesta della famiglia di Fabio Romagnoli: niente archiviazione

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Il giudice ha rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione sul caso della morte di Fabio Romagnoli, il 41enne trovato morto il 20 febbraio 2023 nella sua cella al Sant’Anna.

La famiglia, assistita dagli avvocati Luca Sebastiani e Stefania Pettinacci, di Bologna, lo scorso 30 settembre si era opposta per la seconda volta alla chiusura del caso, convinta che si sia trattato di un suicidio che si poteva evitare. E l’opposizione è stata accolta dal giudice, che ha rimandato gli atti al pm disponendo, come richiesto, altri sei mesi di indagini per scandagliare in modo ancora più approfondito l’accaduto e capire se ci sono state responsabilità.

L'avvocato della famiglia

«Siamo soddisfatti dell’esito dell’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione – sottolinea l’avvocato Sebastiani – si è evidentemente ritenuto necessario un approfondimento delle indagini , in conformità a tutte le richieste difensive rappresentate nell’atto di opposizione. Siamo ad uno snodo procedimentale di grande importanza: attendiamo con fiducia gli esiti supplettivi di indagine, per fare luce sulla drammatica vicenda che ha travolto i famigliari di Fabio Romagnoli».

In tribunale

All’udienza del 30 settembre erano presenti, ancora segnati profondamente dal dolore, anche il padre (Michele) e la sorella (Alice) della vittima. «È la notizia che aspettavamo – commenta il papà – e che ci da un enorme speranza e forza per andare avanti dopo questa tragedia, che a nostro avviso era evitabile. Ringraziamo i nostri avvocati che finora hanno fatto un ottimo lavoro, e ci auguriamo adesso che su questa vicenda ci sarà un processo che attesti la verità ed eventuali responsabilità per la morte di mio figlio».

Il 41enne, che abitava a Portomaggiore, nel Ferrarese, il 20 febbraio 2023 fu trovato in condizioni disperate dalla polizia penitenziaria nella sua cella al Sant’Anna, a causa dell’inalazione del gas del fornelletto che aveva in dotazione. Morì poco dopo al Pronto soccorso. Era in carcere per il mancato rispetto degli arresti domiciliari, a cui era stato sottoposto dopo la denuncia per stalking della sua ex, anche lei ferrarese. Soffriva dal 2014 di depressione, diagnosticata. E aveva già tentato il suicidio. La famiglia, preoccupatissima, aveva segnalato al carcere il rischio che correva. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google