Quartiere ostaggio di una banda. «A Modena est serve l’Esercito»
Dopo l’incendio ai cassonetti in via Harris rubati estintori e nuovi vandalismi
MODENA. Il grave atto vandalico consistito nell’incendio di cinque cassonetti in via Paul Harris, domenica sera, non è l’ultimo della serie di episodi ai danni della collettività che si sono verificati a Modena est.
Il racconto
Alle 8 di ieri mattina, infatti, Mauro Ansaloni, amministratore dello Studio Ansaloni srl, che si occupa del condominio Torre Uno di via Fusco 98, è stato avvisato di un nuovo furto di estintori dal palazzo. «Si tratta della terza o della quarta volta - annota Ansaloni -. E questo soltanto dall’inizio del 2026. Sono e siamo stanchi di questi raid: stiamo pensando di installare delle cancellate all’esterno per evitare che gli estintori, possano essere rubati. Gli estintori vengono prelevati dalle cassette che ci sono al piano terra, in un’autorimessa collettiva. È obbligatorio tenere questi dispositivi di spegnimento e noi pertanto, dopo ogni furto, siamo obbligati a rimetterli e ricaricarli ogni volta». Inoltre, nella tarda serata di domenica, vandali hanno appiccato un incendio al cestino in prossimità dell’ingresso esterno della Casa residenza per anziani “9 Gennaio”.
Cosa è successo
Gli episodi si sono verificati in seguito all’incendio di domenica sera, poco prima delle 20. E probabilmente gli atti vandalici portano la stessa firma, come sospettano i residenti. Un gruppo di una decina di giovani, incappucciati, è stato visto correre nella zona in cui sono bruciati i bidoni, in via Paul Harris. Secondo quanto ha riferito un testimone, ascoltato dagli agenti della Polizia locale intervenuti sul posto, il gruppo correva, «come se stesse scappando da qualcosa».
Quasi contestualmente si sono uditi degli scoppi, come se stessero esplodendo grossi petardi.
«Vogliamo l’Esercito. Vogliamo il poliziotto di quartiere. Ci sentiamo abbandonati. Abbiamo visto alcuni di questi ragazzini scappare - racconta una residente a pochi passi dai bidoni che hanno preso fuoco -. Abbiamo assistito alla scena dal balcone. Si tratta di ragazzini con ogni probabilità minorenni. Mio figlio, rincasando la sera prima, li aveva visti mentre rovesciavano i cassonetti. Domenica sera, il primo scoppio ha riguardati il cassonetto della plastica. Una ragazza che abita vicino a noi ha cercato di inseguirli, ma loro si sono dileguati in fretta».
La residente di Modena est racconta di un altro episodio: «Un uomo di origine straniera si è placcato davanti a me, fermandosi con la ruota della bicicletta tra le mie gambe - racconta la donna -. Ho avuto tanta paura, anche se non mi ha fatto nulla. Mi ha guardata con un senso di sfida fortissimo. Tra l’altro ha gridato delle frasi in arabo: chissà cosa mi ha detto?».
Come è cambiata la zona
«Negli ultimi anni il quartiere è cambiato molto e ora si vede tanto, troppo movimento - confida la residente -. Quando abbiamo sentito il primo bidone esplodere dopo l’incendio, altro che fuochi d’artificio... Sembrava un rumore molto peggiore. Al parco Pertini, una volta, portavo i miei bimbi: adesso non c'è anima viva. Mi spiace che il parco sia stato lasciato andare, vedi gente che bivacca... Dopo pranzo facevo una camminata, ma ho smesso così come hanno fatto le mie amiche, perché fino alle 16 non c’è nessuno in giro. Non c’è più quell’afflusso di gente che ti dava sicurezza. Diverse persone hanno visto questo gruppo che staziona avanti alle case popolari: si tratta di un gruppo che fa anche le gare in bicicletta impennando davanti ai cancelli».
Intanto, procedono le indagini per verificare cosa sia accaduto con esattezza domenica sera e individuare gli autori del gesto che, una volta identificati, potranno essere chiamati a rispondere dei danni ai cassonetti oltre che agli estintori rubati.
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