Talenti nel nome di Pavarotti: «Ha portato la sua città nel mondo»
Il Conservatorio di Modena e Carpi è stato intitolato a Big Luciano
MODENA. Quando si parla di Modena nel mondo, l’accostamento a Pavarotti parte spontaneo. Questo perché Big Luciano ha saputo accendere i riflettori internazionali sulla sua città e con la sua immensa generosità è stato ed è tuttora uno dei personaggi più amati.
Il Conservatorio di Modena e Carpi è stato ufficialmente intitolato a Luciano Pavarotti. La data scelta per la cerimonia non è casuale: il 12 ottobre del 1935 nasce a Modena il Tenorissimo. E proprio il 12 ottobre 2026 il Conservatorio di Modena e Carpi ne acquisisce il nome, affidando così alle nuove generazioni di musicisti e cantanti che lo frequenteranno l’eredità artistica del Maestro. Oltre al compito di tenerne alto il ricordo e la fama nei tanti progetti internazionali condotti dall’istituto emiliano in Europa e negli altri continenti.
I ricordi
La cerimonia ha visto susseguirsi ricordi toccanti di Pavarotti da parte della ministra dell’università e della ricerca, Anna Maria Bernini, del sindaco Massimo Mezzetti, del direttore del Conservatorio Giuseppe Fausto Modugno e del presidente Sergio Alessandrini, la presidente della Fondazione Pavarotti e vedova del Maestro, Nicoletta Mantovani, la figlia di Luciano, Cristina. Nell’occasione è stato presentato il Maestro carpigiano Paolo Andreoli, dal primo novembre direttore del Conservatorio.
«Pavarotti ha saputo portare la musica nel mondo, non solo la lirica, ma contaminazioni bellissime che hanno avvicinato tutti alla musica - chiosa la ministra Bernini -. Ha saputo essere profondamente modenese, emiliano-romagnolo, è uno dei personaggi più glocal che abbia mai conosciuto. Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) è un riconoscimento al quale abbiamo dato tanta, tanta importanza: ci abbiamo creduto moltissimo. È il 12 ottobre, è il suo compleanno: uso il presente perché ci son figure che non muoiono mai. Noi italiani abbiamo avuto personaggi a tutti i livelli, sta a noi farli vivere per sempre».
«Pavarotti era un uomo di valore e di valori, dalla generosità straordinaria, ha imparato da un maestro che gli insegnò gratis e lui a sua volta ha insegnato gratuitamente agli altri - aggiunge Bernini -. Questa dedica è emblematica di tante cose. A una persona bella, generosa, umile che ha portato i suoi amici in giro per il mondo. E che rappresenta tutto il bello dell’Italia. Pavarotti era profondamente modenese e italiano ovunque».
La serata
Il direttore Modugno, durante la cerimonia condotta dalla pianista Valentina Lo Surdo che ha tessuto l’uno con l’altro gli interventi prima del momento clou dell’intitolazione, ha rimarcato come «non si sia persa una sola occasione per avere risorse in più. Il cambio di nome è voglia di mondo, che viene espressa, appunto dal nome di una delle voci più belle sulla faccia della terra, che ha fatto conoscere la bellezza senza confini della musica». Sono stati poi ricordati i bandi che il Conservatorio ha saputo aggiudicarsi e Alessandrini ha ricordato come quest’istituzione sia «un collettore culturale. Pavarotti è riuscito a sfidare il passato, portandolo nel futuro».
Acclamata, inoltre, la soprano Raina Kabaivanska che ha espresso per Pavarotti una dedica speciale: «Luciano è l’Italia, è il nostro Paese. Ha saputo portare il suo Paese nel mondo».
Il sindaco Mezzetti ha sottolineato il significato della giornata «che viene dato dalla gente qui davanti . Una comunità che si ritrova intorno alle sue figure di eccellenza». Il primo cittadino ha poi ricordato come tanti grandimodenesi «abbiano sceltodi rimanere a vivere a Modena».
Il Maestro Andreoli ha ricordato la stretta collaborazione con il maestro Pavarotti. «Lo vedevo lavorare con operosità generosa», ricordando come Pavarotti abbia impartito tante lezioni gratuite ai giovani, ai quali Big Luciano teneva moltissimo.
La famiglia
Cristina Pavarotti ha ringraziato «tutti coloro che hanno permesso l’intitolazione del Conservatorio. Sono felicissima di tutte queste cose che sto sentendo. Lui ha portato il mondo a Modena e sono felice vi sia reciprocità in questo senso. Esprimo gratitudine a tutti i modenesi che lo ricordano con tanto affetto».
Nicoletta Mantovani annota che «Luciano non ha mai ricevuto, credo, un regalo così bello per il suo compleanno. Ai giovani ricordava che servono studio, disciplina e passione, perché questa ci permette di andare avanti ogni giorno». In serata, nell’ambito del Festival del Belcanto, la Fondazione Luciano Pavarotti ha reso omaggio al tenore con un concerto al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, dedicato al sodalizio artistico con il compositore e direttore d'orchestra Henry Mancini. Protagonista l’Orchestra Fondazione Luciano Pavarotti, diretta da Matteo Parmeggiani, con quattro giovani interpreti lirici sostenuti dalla Fondazione: il soprano Eva Maccaggi e i tenori Galeano Salas, Emanuele Pellegrini e Giuseppe Infantino.
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