Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

Edifici pubblici imbrattati dai no vax "ViVi": inizia il processo per tre imputate

di Serena Arbizzi
Edifici pubblici imbrattati dai no vax "ViVi": inizia il processo per tre imputate

L’ex segretario della Uil Tollari: «Crearono un clima di allarme tra i lavoratori»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Quegli imbrattamenti provocarono un grande senso di allarme tra gli addetti. Eravamo in piena campagna fiscale e quanto successo rallentò i lavori».

È stato ascoltato come parte offesa l’ex segretario della Uil di Modena e Reggio Emilia Luigi Tollari. Ieri è infatti iniziato il processo a carico di tre imputate del gruppo “i ViVi”, composto da no vax e no green pass che si sono resi protagonisti di più episodi di imbrattamento ai danni di edifici pubblici.
Le tre imputate dovranno rispondere di: diffamazione, danneggiamento e imbrattamento di edifici pubblici. Ieri sono stati ascoltati alcuni dei referenti delle istituzioni danneggiate, oltre alla polizia giudiziaria che ha approfondito le indagini. Una di loro è arrivata ieri mattina in tribunale con la maglietta che reca il logo scelto dal gruppo “i ViVi”. Le parti offese, Ausl, Policlinico e il sindacato, sono state ammesse come parti civili nel processo.

I fatti

«All’epoca, nel giugno 2022, dei fatti io ero segretario della Uil di Modena e Reggio - racconta Tollari -. Ricevetti una telefonata dalla referente di un’altra associazione che mi disse che avevano imbrattato i muri di vernice rossa. Abbiamo dovuto incaricare delle persone per togliere la vernice. Questo fatto creò dei problemi con gli impiegati che erano allarmati per quanto successo».
Il gruppo aveva imbrattato gli edifici pubblici come atto dimostrativo, con scritte che si scagliavano contro quello le istituzioni che, secondo la loro tesi, impedivano la libertà delle persone.

Tre attiviste, di Modena, Bologna e Parma, sono dunque imputate nel processo di cui è iniziata la fase dibattimentale. Inizialmente c’era un quarto indagato, ma ha scelto il rito abbreviato in una fase precedente del procedimento giudiziario e pertanto la sua posizione non appare processo ordinario.

I raid

Tra i tanti edifici pubblici che i no vax hanno preso di mira c’è, come detto, la sede della Uil di via Formigina, quella dell’Agenzia delle entrate, l’Inail in via Cesare Costa. Qui i no vax hanno vergato scritte antivacciniste sulle pareti degli edifici realizzando grandi simboli del loro movimento.

I raid sono avvenuti di notte e da subito le indagini si sono concentrate su un gruppo ristretto di persone. Oltre alle istituzioni sopra, “i ViVi” hanno colpito con scritte offensive e messaggi denigratori gli edifici sanitari.
Come il centro servizi di Baggiovara o la sede Ausl di San Giovanni del Cantone e il Policlinico: qui fu srotolato dal secondo piano uno striscione con un contenuto dello stesso tenore dei precedenti.

Le indagini della Digos di Modena portarono all’individuazione degli imbrattatori e alle denunce. In seguito è arrivato il rinvio a giudizio e ieri è iniziato il processo.
Gli attacchi dei no vax si sono susseguiti nell’immediatezza della pandemia. E si sono estese, oltre agli edifici pubblici della città, anche bersagli scelti in provincia. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google