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Modena applaude il re delle lauree. Gregory da record: è 4 volte ingegnere

di Anastasia Tori
Modena applaude il re delle lauree. Gregory da record: è 4 volte ingegnere

«La preferita? L’elettronica, la mia passione»

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MODENA. Immaginate l’emozione di diventare, dopo anni di lezioni, esami e fatiche, “dottore”.

C’è tutto: la proclamazione, la festa, la corona. Fate uno sforzo ancora maggiore e immaginate, quella laurea, di prenderla ben quattro volte.

Solo che non è fantasia, ma la vera storia di Gregory Cordisco, il venticinquenne modenese che ieri mattina ha fatto poker, conseguendo rispettivamente la sue terza e quarta laurea. Un vero primato.

Gregory per quali corsi di studio di sei laureato?

«Sono tutte in ambito ingegneristico: la prima laurea che ho conseguito è stata la triennale in ingegneria elettronica ed in parallelo ho fatto, in un solo anno, quella in ingegneria informatica. Oggi, invece, ho conseguito la laurea triennale in ingegneria meccanica e quella magistrale in Electronics Engineering».

Come ci si sente ad essere chiamati “dottore” non una, ma ben quattro volte?

«Come è naturale, la prima volta c’è stato un brivido in più, causato dall'emozione del raggiungimento di un traguardo del tutto nuovo. Quando oggi pomeriggio, invece, ho sentito dire nel discorso finale della proclamazione di laurea che quel momento avrebbe significato per noi “un primo passo”, ho sorriso: più che il primo, per me questo è stato il quarto».

Come nasce l’idea di continuare in modo così approfondito il proprio percorso di studi?

«Sicuramente dalla passione che ho sempre nutrito per l’ingegneria: non ho mai pensato di conseguire più lauree solo per una mera volontà di studiare, ma proprio perché dietro ogni parola, ogni nozione appresa, c’era una grande curiosità e un grande interesse. Per me ingegneria ha significato poter "giocare" con ciò che studiavo: passavo le ore a fare ciò che più mi piaceva».

Hai scelto un po’ tutte le ingegnerie, alla fine…

«Esatto. La domanda che ogni ragazzo e ragazza si pone alla fine delle superiori è proprio quale sia la cosa che più interessa e piace loro: io ho finito per farle tutte. È stato come poter giocare sempre con nuovi giocattoli ed ho recuperato, così, tutte le declinazioni dell’ingegneria che mi mancavano: non ce l’avrei mai fatta, però, senza la passione che ho sempre nutrito».

C’è una laurea, però, che ha avuto un sapore migliore?

«Senza alcun dubbio le due lauree in ingegneria elettronica, il mio grande amore: è l’ingegneria che più mi ha fatto appassionare a questo mondo».

Ci sono tanti tipi di universitari diversi e ognuno coniuga vita e studio in modo diverso: tu cosa ne pensi?

«Lo confesso, non avrei mai fatto queste lauree in parallelo se non avessi avuto dei momenti di svago e di riposo. Per tutto questo percorso ho avuto una precisa filosofia di studio: dedicavo otto ore al giorno all’università, spartite tra lezioni e momenti di studio. Non ho mai fatto né un'ora in più, né una in meno: il segreto, per me, è stato quello di mantenere un equilibrio. Anche se la laurea rappresenta un primo passo verso il mondo del lavoro, è importante non mettere da parte le proprie passioni ed i propri hobby, ed è quello che ho fatto. Se l’università mi avesse tolto tutto questo, non ce l’avrei mai fatta a seguire parallelamente più corsi di laurea».

Se potessi dare un consiglio a tutti i ragazzi che hanno appena iniziato o stanno finendo il proprio percorso universitario, quale sarebbe?

«Studiate avendo sempre in testa il motivo per cui lo state facendo: non chiudetevi nella materia che state affrontando, ma abbiate sempre chiaro il quadro d’insieme. Ricercate sempre la passione in ciò che fate, quella passione che vi ha spinti a scegliere quel determinato corso».

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