Coniugi uccisi e decapitati nella loro casa: fermato il figlio della donna
Le vittime sono Pietro Casari, 83 anni, e Vincenza Giannini, 74. Dopo averlo ascoltato nella notte, le forze dell’ordine hanno stretto il cerchio su Daniele Tavoni, 55enne figlio della donna
MIRANDOLA. Un casolare in mattoni, un vialetto di ghiaia e il via vai di investigatori, agenti della Polizia di Stato e vigili del fuoco. È qui, al civico 10 di via Imperiale, nella zona industriale di Mirandola, che nella prima serata di ieri è stata scoperta una tragedia. Due anziani coniugi, Pietro Casari, 83 anni, e Vincenza Giannini, 74, sono stati trovati morti. Vittime di un efferato duplice omicidio, presentavano profonde ferite al capo, tanto gravi da far parlare di decapitazione.
Cosa è successo
L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio di ieri. Sul posto è arrivato anche il figlio della donna, Daniele Tavoni, che è stato ascoltato a lungo nel corso della notte dagli investigatori della Squadra Mobile, impegnati nelle indagini.
La strada in cui viveva la coppia incrocia la Statale all’altezza del negozio Tigotà. Dall’ingresso della proprietà, delimitato da un nastro bianco e rosso, si intravedono diversi edifici: sulla sinistra una palazzina; di fronte un’abitazione su due livelli, dove si sono concentrate le operazioni delle forze dell’ordine; sulla destra una costruzione che, dall’esterno, appare come un capanno.
I rilievi
Sul posto sono intervenuti Polizia di Stato, carabinieri, personale del 118 e vigili del fuoco, con diversi mezzi.
Poco dopo le 21 sono arrivati gli specialisti della Scientifica della Questura, seguiti, intorno alle 21.10, dal dirigente della Squadra Mobile, Mario Paternoster. Alle 21.30 ha raggiunto la proprietà anche un veterinario, incaricato di prendersi cura del cane di grossa taglia della famiglia. Sul luogo della tragedia è intervenuto inoltre il magistrato Marco Nicolini. Le indagini sono coordinate dall’autorità giudiziaria, che al momento mantiene il massimo riserbo.
Nel frattempo, la notizia ha iniziato a diffondersi tra i residenti della zona, suscitando sgomento e incredulità. Chi conosceva i coniugi li descrive come una coppia tranquilla. «Impossibile che sia successa una cosa del genere», commenta un residente della zona.
Alcuni abitanti riferiscono che il figlio della donna avrebbe avuto problemi in passato.
I vicini
Intorno alle 22, un residente ha raggiunto via Imperiale dopo essere stato avvertito dal fratello. Visibilmente scosso, racconta: «Li vedevo passeggiare per strada, anche con il cane».
Un’abitudine ricordata anche da altri vicini, che riferiscono di aver incrociato più volte i familiari lungo la strada. Una quotidianità apparentemente serena, la signora Vincenza ha lavorato 30 anni all’Haemotronic, spezzata da una vicenda che ha lasciato senza parole l’intera comunità.
Restano però ancora molti aspetti da chiarire. Una donna sarebbe stata accompagnata dagli investigatori per essere ascoltata: potrebbe trattarsi della persona che per prima ha dato l’allarme, ma anche questa circostanza è in attesa di conferma.
Con il passare delle ore, mentre gli investigatori proseguivano gli accertamenti all’interno della proprietà, il nastro bianco e rosso continuava a impedire l’accesso al casolare.
All’esterno i mezzi delle forze dell’ordine, all’interno una tragedia sulla quale gli inquirenti stanno cercando di fare piena luce.
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