Tre figli, tre tragedie: quando la violenza esplode dentro casa
Da Lorenzo Carbone a Carlo Evangelisti fino a Marcello Casadei: vent’anni di omicidi familiari nel Modenese, tra liti, fragilità e condanne
MODENA. Lorenzo Carbone, Carlo Evangelisti e, andando indietro nel tempo, Marcello Casadei. Tre nomi, tre figli che hanno ucciso i propri genitori nella nostra provincia negli ultimi vent’anni.
Fiorano, settembre 2024
L’ultimo in ordine di tempo è Lorenzo Carbone, il 51enne reo confesso dell’omicidio della madre Loretta Levrini nell’appartamento dove vivevano a Spezzano. La mattina del 22 settembre 2024 Carbone strangolò la madre, affetta da diversi problemi di salute, con dei lacci da scarpe all’interno dell’appartamento dove vivevano in piazzale delle Rose.
Fuggì a Pavullo, salvo poi rientrare in stato confusionale presso l’abitazione e confessare davanti alle telecamere della trasmissione di Pomeriggio Cinque – che lo sorpresero proprio all’ingresso del condominio – l’omicidio della madre, avvenuto il giorno precedente. «Sì, l’ho uccisa io, non ce la facevo più» dichiarò. Nel corso delle indagini, dei successivi accertamenti e della breve istruttoria dibattimentale è emersa l’estrema fragilità di Carbone. Emersa anche dalla testimonianza della sorella: «Lorenzo – ha riferito ai giudici – era un bimbo timido e buono, anche quando era a scuola era molto riservato». Erano i genitori a prendersi cura di lui. La sorella ha raccontato anche delle difficoltà del fratello a comunicare ciò che provava e di come la malattia della madre avesse reso tutto più complicato. La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado con cui la Corte d’Assise di Modena aveva disposto la condanna nei suoi confronti: dieci anni di carcere.
Modena, 2021
Carlo Evangelisti uccise la madre al culmine dell’ennesimo litigio. La tragedia si è consumata il 16 novembre 2021 nell’abitazione in via Dei Manzini (zona Fratelli Rosselli) dove Evangelisti viveva con la madre Milena Calanchi, 71 anni. Secondo l’accusa, all’apice dell’ennesima lite Evangelisti, dopo aver scaraventato la madre a terra in camera da letto, le saltò sopra al torace così da provocare la rottura per compressione di diverse costole, causandone il decesso per le lesioni agli organi vitali e l’impossibilità di respirare.
Fu lo stesso figlio a recarsi la mattina dopo in un bar vicino casa, confessando l’accaduto a un amico. Sul posto arrivò immediatamente la polizia, che trovò il corpo della 71enne ormai privo di vita: non c’era purtroppo più nulla da fare. Madre e figlio avevano un rapporto complicato ed Evangelisti aveva gravi problemi con l’alcol. Secondo la difesa, non uccise volontariamente la madre, ma le cadde addosso dopo la lite, restando inconsapevole della sua morte per il torpore causato dall’alcol. Secondo la perizia psichiatrica, era capace di intende e volere. La Cassazione ha rigettato l’appello proposto dal suo avvocato, confermando la condanna a 21 anni di carcere per omicidio aggravato così come erano stati stabiliti nel giugno 2024 in primo grado dalla Corte d’Assise del tribunale di Modena e ribaditi un anno dopo nell’appello a Bologna.
Varana di Serramazzoni, 2008
La notte tra il 31 dicembre 2007 e il 1 gennaio 2008, l’ennesima furibonda lite familiare finita in tragedia. Marcello Casadei, 24 anni, dopo aver malmenato il padre Giuseppe, di 64 anni, aveva preso una sedia e gliel'aveva sfasciata sulla testa. Fatali le ferite riportate: l'uomo era morto nella corsa dalla loro casa di Varana di Serramazzoni, sull'Appennino modenese, verso l'ospedale di Baggiovara. Dopo aver festeggiato il Capodanno, Marcello era tornato a casa alticcio. Era scoppiato un litigio con il padre. In pochi minuti la violenta colluttazione e le ferite mortali per Giuseppe, prima colpito ripetutamente con calci e pugni, poi finito con una sedia, sfasciatagli sulla testa dal figlio.
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