Pavullo ha perso Vera Gherardi, logopedista con pazienti da tutta Italia
Era un’esperta di respirazione, con pazienti da tutta Italia
PAVULLO. Non c’è pavullese che non abbia avuto un momento di incredulità davanti a quell’epigrafe affissa a funerale avvenuto. Perché tutti la vedevano come una donna tanto forte da sembrare indistruttibile. E invece se n’è andata, e nel modo più silenzioso: il suo cuore ha ceduto nel sonno. Ha suscitato grande cordoglio a Pavullo, e non solo, la notizia dell’improvvisa scomparsa di Vera Gherardi, a 76 anni. Si è spenta all’alba di sabato 10 ottobre all’ospedale di Sassuolo, dov’era ricoverata da circa una settimana per problemi seguiti a un’operazione al cuore a cui si era sottoposta (altrove) quest’estate. Probabilmente è sopravvenuto un infarto nel sonno, senza la possibilità di dare l’allarme. Vani i tentativi di rianimarla. Era già stata operata al cuore molti anni fa, ma si era ripresa bene e da allora aveva condotto una vita normalissima. Lascia i figli Antonio e Federica Ferrari, la sorella Maurizia (nel Consiglio d’indirizzo della Fondazione di Modena) e gli altri parenti. L’ultimo saluto si è tenuto in forma privata lunedì, il 12 ottobre, poi la salma è stata condotta in cremazione (onoranze Enrico Belloi).
Chi era
Era un’istituzione a Pavullo, dove ha speso tutta la sua vita. Prima come logopedista, lavorando per l’Istituto Psicopedagogico “La Torricella”, nell’Equipe Infanzia e nella Neuropsichiatria Infantile. Poi, con la pensione, si era specializzata in terapia tubarica per la cura di patologie dell’orecchio e legate alla respirazione. Era diventata una vera maestra in questa terapia “naturale”, con pazienti (adulti e bambini) che venivano da tutta la provincia e anche da Reggio, Bologna e molto più lontano. Tutti conquistati dalla sua bravura, ma anche dalla sua umanità, che la faceva adorare in particolare dai bambini. Tutti rimasti increduli alla notizia dell’improvvisa scomparsa: alcuni dovevano venire da lei proprio in questi giorni.
La famiglia
«Ci sta chiamando talmente tanta gente che siamo rimasti spiazzati – sottolinea il figlio Antonio – alcuni fin da Treviso. Tutti stentano ancora a credere che la mamma non ci sia più. Io la conoscevo come donna decisa, quasi un “sergente di ferro”. Sto scoprendo dai racconti e dai messaggi di tanti il cuore d’oro che nascondeva, l’attenzione profonda che aveva verso i sofferenti, e i bambini in particolare. Se vedeva dei genitori in seria difficoltà con un caso grave, non diceva mai di no, e lo prendeva in carico. Le volevano tutti molto bene: lo testimoniano anche i disegni con i messaggi di ringraziamento lasciati da diversi bambini in questi giorni davanti al suo studio. Evidentemente la mamma ha lasciato il segno nei cuori di tanti, facendo tutto quello che poteva per aiutare a stare meglio. È stato un choc per tutti la sua improvvisa scomparsa, tantopiù per noi della famiglia. Io sono certo che se ne sia andata senza accorgersene, perché altrimenti da donna forte come è sempre stata avrebbe senz’altro trovato il modo di uscire anche da quella situazione». Cordoglio da parte del sindaco Davide Venturelli: «Era una professionista stimata e apprezzata. Il suo percorso professionale sul nostro territorio testimonia l’impegno e la competenza con cui ha svolto la sua attività, aiutando tanti bambini e adulti».
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