La storia di Nino, che attraversa l’Italia a… cavallo: da Palermo a Verona
Partito da Bagheria il 5 settembre, è diretto alla Fieracavalli: Buttitta è stato ospitato dalla famiglia Tedesco a Sozzigalli di Soliera, nel Modenese. «Felici di far parte del suo percorso»
SOLIERA. In un mondo abituato a spostarsi in fretta, Nino Buttitta ha deciso di attraversare l'Italia al ritmo... del suo cavallo. È partito il 5 settembre da Bagheria, in provincia di Palermo, con un carretto siciliano e in testa una meta ben precisa: Fieracavalli a Verona. Dopo circa 1.500 chilometri (venti al giorno circa) e più di un mese è arrivato a Sozzigalli di Soliera, nel Modenese, dove una famiglia che aveva già seguito una sua precedente impresa nel 2022 ha deciso di ospitarlo per due notti insieme al suo cavallo Ferdinando.
Il racconto
A raccontarci questa storia è Alessandro Tedesco, figlio della coppia che ha deciso di accogliere il viandante. «Mio papà ha origini siciliane e, insieme a mia mamma, è appassionato di cavalli. Ne abbiamo anche noi e abbiamo gli spazi adatti per mantenerli. Quando abbiamo saputo che Nino stava passando da queste parti, ci siamo resi disponibili senza problemi». Tutta questa storia, in realtà, in casa Tedesco era arrivata già quattro anni fa. «L’avevamo appresa da Facebook, nel 2022, attraverso la testata Bella Sicilia, quando Nino fece un pellegrinaggio fino ad Assisi. Ci aveva colpito la sua odissea e quindi adesso, sapendo che stava ripartendo e che sarebbe dovuto passare dalle nostre zone, ci è venuto naturale offrirgli ospitalità».
La storia
Buttitta è cresciuto con i nonni carrettieri e il suo obiettivo non è soltanto portare un carretto da un punto all’altro dello Stivale, anzi, «vuole rappresentare lo spirito dei carrettieri, non il carretto come opera d'arte», ci spiega Alessandro. È un modo per tenere viva una cultura fatta di lavoro, animali e strade percorse senza fretta, lontano dalla velocità con cui oggi tutto sembra dover accadere. Da Bagheria Nino ha raggiunto Messina, poi ha attraversato lo Stretto in traghetto insieme a Ferdinando, sbarcando a Villa San Giovanni. Da lì, la Calabria, la Basilicata, la Campania, il Lazio, l’Abruzzo, l’Umbria e la Toscana, fino all’Emilia-Romagna. Un percorso che mette alla prova la resistenza di entrambi, soprattutto quando arriva il momento di trovare un posto per la notte. «La difficoltà maggiore per lui è sistemare prima il cavallo e poi se stesso – racconta Alessandro –. Grazie alla solidarietà delle persone incontrate lungo il cammino, bene o male è sempre riuscito a trovare una soluzione. Spesso, però, quella adatta al cavallo non lo è altrettanto per lui, quindi ci ha raccontato che ha dovuto anche dormire dove capitava nel sacco a pelo. E a complicare il viaggio ci sono stati anche gli incontri con gli animali selvatici: ha infatti dovuto fare i conti con cinghiali, lupi…».
Attraversando l’Italia
L’arrivo dalla famiglia Tedesco a Sozzigalli, dunque, è stato una pausa preziosa, un tratto di strada in cui la fatica ha potuto lasciare spazio all’accoglienza. «Qui, abbiamo messo a disposizione un luogo recintato e idoneo per il suo cavallo con acqua, mangime, fieno. Per Nino, invece, abbiamo allestito la nostra roulotte personale, creando un ambiente pulito e sicuro. Siamo felici di fare parte nel nostro piccolo di questo percorso così anacronistico: è esattamente l’opposto dei tempi in cui viviamo – commenta il ragazzo –. Chissà quanto spirito di adattamento deve aver avuto, non riesco a immaginare la forza che serve per affrontare un viaggio così, senza comodità e senza sapere sempre dove dormirai. Adesso non possiamo fare altro che augurargli un buon percorso di vita e un buon arrivo a Verona». Perché la strada continua.
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