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Ragazzini a Grandemilia e Rotonda pronti all’assalto, ma vengono respinti

di Paola Ducci
Ragazzini a Grandemilia e Rotonda pronti all’assalto, ma vengono respinti

A gruppi di decine si danno appuntamento via social, ma all’arrivo trovano polizia e carabinieri

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MODENA. Chat, messaggi vocali, appuntamenti fissati sui social e gruppi di giovanissimi pronti a ritrovarsi nei principali centri commerciali della città. È il copione che tra sabato e domenica ha fatto scattare l'allerta delle forze dell'ordine a Modena, dove due distinti episodi hanno visto protagonisti gruppetti di ragazzi riconducibili al fenomeno dei cosiddetti "maranza", con nel mirino il Grand'Emilia e il centro commerciale La Rotonda.

Il bilancio finale parla di una trentina di giovani identificati, per la maggior parte minorenni, di un ragazzo denunciato dopo essere stato trovato in possesso di coltelli e catene e di ulteriori accertamenti ancora in corso per ricostruire eventuali responsabilità e verificare possibili furti. Un risultato ottenuto grazie a un dispositivo di prevenzione predisposto dalla Questura dopo che i cosiddetti "sensori del web" avevano intercettato messaggi ritenuti particolarmente preoccupanti.

La ricostruzione

Tutto sarebbe iniziato alcuni giorni prima del fine settimana, quando sulle chat frequentate da giovani modenesi ha cominciato a circolare un messaggio vocale. A parlare era un ragazzo dall'accento straniero che invitava a ritrovarsi alla stazione delle autocorriere e a raggiungere in massa il Grand'Emilia a bordo dell'autobus numero 9. L'obiettivo dichiarato era quello di prendere di mira alcuni negozi di abbigliamento sportivo del centro commerciale. Nel messaggio comparivano anche riferimenti alla necessità di "farsi rispettare", richiamando episodi avvenuti oltralpe.

L'allarme è così arrivato in Questura, che ha predisposto un presidio preventivo con personale della Squadra Mobile e delle altre forze di polizia. Sabato, all'arrivo dei primi gruppi di ragazzi al Grand'Emilia, sono scattati i controlli. Tre minorenni sono stati fermati e identificati. Uno di loro è stato trovato in possesso di due coltelli di piccole dimensioni e di un mazzo di catene che, secondo gli investigatori, avrebbero potuto essere utilizzate come oggetti atti ad offendere. Per il giovane è scattata la denuncia, mentre proseguono gli approfondimenti sugli altri partecipanti. L'azione preventiva ha di fatto impedito che il presunto raid prendesse forma. Nella serata di domenica, intorno alle 19, è andata in scena la seconda parte, un gruppo composto da circa 30-40 giovanissimi ha attirato l'attenzione della vigilanza privata al centro commerciale La Rotonda. Le guardie giurate hanno notato l'ingresso in massa dei ragazzi, distribuiti in piccoli gruppi che si muovevano in maniera coordinata tra galleria commerciale e supermercato Conad. Insospettito dall'atteggiamento ritenuto provocatorio e dalla presenza così numerosa, e contemporanea, il personale della sicurezza ha allertato il direttore della struttura, che ha immediatamente richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Sul posto sono arrivati polizia, carabinieri e polizia locale. Diciannove giovani sono stati identificati e successivamente allontanati dal centro commerciale.

Nel dettaglio

Secondo le prime ricostruzioni, alcuni ragazzi avrebbero tentato di impossessarsi di bottiglie di vino e altra merce di modesto valore. Al momento dei controlli, tuttavia, non sarebbe stata trovata refurtiva addosso ai presenti. Per questo motivo gli investigatori stanno ora analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per verificare se vi siano stati effettivamente furti e individuare eventuali responsabili. Il fenomeno dei "maranza", nato sui social e ormai diffuso in diverse città italiane, identifica gruppi di adolescenti e giovanissimi che ostentano atteggiamenti di sfida, abbigliamento riconoscibile e comportamenti provocatori, talvolta sfociando in episodi di disturbo dell'ordine pubblico. Gli episodi modenesi richiamano, pur con proporzioni decisamente più contenute e senza le gravi conseguenze viste altrove, i raid organizzati da gruppi analoghi a Milano e in altre grandi città. A Modena, però, il sistema di prevenzione ha funzionato. Nessun saccheggio, nessun ferito e danni sostanzialmente limitati. Restano le indagini per accertare eventuali responsabilità penali e chiarire fino a che punto dietro ai raduni vi fosse una regia organizzata attraverso social e chat. 
 

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