Impianto agrivoltaico in via Griduzza. «Il Comune di Carpi tuteli il nostro territorio»
I cittadini scrivono al Consiglio preoccupati per l’impatto dell’opera
CARPI. Un’interpellanza o una mozione consigliare perché il Comune di Carpi faccia valere «con fermezza la tutela del territorio presso le sedi autorizzative competenti, ovvero Arpae e la Conferenza dei servizi) prima che venga rilasciata qualsiasi autorizzazione unica».
È arrivata in Comune la lettera rivolta al Consiglio comunale affinché agisca nell’ambito del progetto che prevede la realizzazione un impianto agrivoltaico tra Stradello e Svoto Donella, via Griduzza, il Cavo Lama e il Canale Cavata. Un residente, che si definisce portavoce di altri cittadini, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio comunale, Andrea Artioli, e a tutti i consiglieri chiedendo di intervenire nelle sedi autorizzative che hanno la competenza.
Nel dettaglio
Il progetto è quello presentato dalla Opal A srl, società il cui obiettivo è costruire un impianto agrivoltaico avanzato con una potenza di picco di 16,5 megawatt di picco. L’impianto nascerà su una superficie lorda di 27,02 ettari, di cui 25,52 ettari saranno recintati e divisi in due campi vicini, separati dalla “Fossetta Cappello”, un corso d’acqua.
L’impianto avrà pannelli elevati rispetto al suolo di oltre due metri alla loro massima inclinazione. Si tratta di un’altezza calcolata nello specifico per consentire il passaggio dei macchinari e la continuazione delle normali attività di coltivazione agricola sotto la superficie radiante.
Nella lettera, il residente indica che rispetto a questo progetto, si sono evidenziate criticità nell’adeguamento «alle prescrizioni ambientali e idrauliche emesse in sede di screening con particolare riferimento alle richieste del Consorzio di bonifica Emilia Centrale e del Comune di Carpi».
I cittadini
Diverse sono le perplessità che sfociano nella preoccupazione, espresse dai cittadini. Dal punto di vista dell’impatto paesaggistico, infatti, ci si chiede se sia stato valutato l’effetto visivo di un impianto di queste dimensioni sulle visuali aperte della campagna e sulla fruibilità delle strade rurali. Inoltre, i residenti sono preoccupati dall’inquinamento acustico. Come dall’effetto isola di calore e biodiversità, con dubbi sull’analisi del riscaldamento locale, creato dal concentrarsi di diversi moduli fotovoltaici. Ci si chiede, alla luce di ciò, quale impatto possa avere sulle colture vicine e sulla microfauna, soprattutto in estate, quando il termometro raggiunge picchi elevati e ci si trova di fronte a periodi lunghi di siccità. Poi, i cittadini sono preoccupati per la tutela delle emergenze naturali e idrauliche: il progetto tutela le fasce di rispetto e dei corridoi ecologici lungo il Cavo Lama e il Canale Cavata. Anche in questo caso si domanda se siano stati fatti i dovuti accertamenti sulla fauna locale.
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