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La vita dell’inceneritore si allunga, il centrodestra all'attacco: «Si violano i patti»

La vita dell’inceneritore si allunga, il centrodestra all'attacco: «Si violano i patti»

Lega, FdI e anche l’ex consigliere Ballestrazzi criticano Hera e il Comune

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MODENA. Si infiamma il dibattito politico sul futuro dell’inceneritore di via Cavazza dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Hera, Orazio Iacono, che ha escluso l’ipotesi di un superamento dell’impianto nel prossimo futuro. Parole che hanno provocato una dura reazione delle opposizioni in Consiglio comunale, unite nel chiedere chiarimenti all’amministrazione Mezzetti e nel ribadire l’obiettivo della chiusura entro il 2034.

L’attacco della Lega

La presa di posizione più netta arriva dalla Lega. Il capogruppo Giovanni Bertoldi parla di «smentita clamorosa» rispetto alle rassicurazioni fornite negli anni sul percorso di dismissione dell’impianto. «Ci hanno raccontato per decenni che l’aumento della raccolta differenziata avrebbe consentito di anticiparne la chiusura. Oggi scopriamo invece che l’inceneritore resterà attivo ben oltre il 2034», attacca Bertoldi, che punta il dito contro quelli che definisce gli interessi economici della multiutility e denuncia le possibili conseguenze ambientali e sanitarie per i cittadini modenesi.

Fratelli d’Italia

Sulla stessa linea anche Fratelli d’Italia. Il capogruppo Luca Negrini sostiene che le parole di Iacono aprano una questione politica non più rinviabile. «Come si conciliano queste dichiarazioni con gli impegni assunti dalla maggioranza che governa la città?», chiede, ricordando che il superamento dell’inceneritore rappresentava uno dei punti qualificanti del programma amministrativo. FdI sollecita il sindaco a riferire in Consiglio comunale e a chiarire se l’obiettivo del 2034 sia ancora concretamente perseguibile.

Le parole di Ballestrazzi

Ad alimentare le polemiche contribuisce anche l’intervento dell’ex consigliere comunale Vittorio Ballestrazzi, che richiama la mozione approvata dal Consiglio nel luglio 2025 con cui si chiedeva di avviare formalmente il percorso per la dismissione dell’impianto entro il 2034. Secondo Ballestrazzi, quella richiesta non sarebbe mai stata inoltrata agli enti competenti. L’ex consigliere mette inoltre in guardia sugli effetti che potrebbe avere il nuovo impianto di riciclo delle plastiche inaugurato da Hera. Se da un lato il recupero dei materiali viene considerato un passo avanti nell’economia circolare, dall’altro il rischio, secondo Ballestrazzi, è che la minore quantità di plastica destinata al forno venga compensata dall’arrivo di ulteriori rifiuti speciali provenienti da fuori provincia, prolungando di fatto la vita dell’impianto. La vicenda riapre così uno dei temi più divisivi della politica modenese degli ultimi anni. Da un lato la strategia industriale di Hera, che considera ancora necessario il ricorso alla termovalorizzazione; dall’altro le richieste di una parte del mondo politico e ambientalista che chiede atti concreti per arrivare alla chiusura dell’inceneritore entro la scadenza indicata dagli accordi istituzionali. Sullo sfondo resta una domanda destinata ad accompagnare il confronto dei prossimi mesi: il 2034 è ancora un traguardo realistico o rischia di diventare una data simbolica?

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