Benzina allungata con l’acqua, decine di segnalazioni: «Danni al motore da 4mila euro»
Solo a Federconsumatori in un paio di settimane sono arrivate più di 15 segnalazioni. Un cittadino: «L’auto ha smesso di andare»
MODENA. Carburante “annacquato”, auto che perdono gradualmente potenza e si fermano dopo pochi chilometri. C’è chi ha dovuto pagare migliaia di euro di danni, tra la pulizia del motore e la sostituzione dei pezzi “contaminati”.
Auto in panne
Non si può parlare di una vera e propria epidemia, ma come rileva Federconsumatori Modena, i casi sono in aumento, forse per via anche dell’impennata dei costi dei carburanti: negli ultimi dieci giorni quindici automobilisti si sono recati dall’associazione di categoria per avviare un procedimento legale. Di cosa si tratta? Benzina o gasolio allungato con acqua o additivi, per dolo o per cattiva conservazione. Questo il racconto di un cittadino carpigiano: «Mia moglie, giovedì scorso intorno a mezzogiorno, ha fatto rifornimento in un distributore a Carpi. Durante il rifornimento, la pompa non erogava regolarmente il gasolio: ne usciva pochissimo. È intervenuto l’operatore, spiegandoci che la cisterna era stata appena rifornita e che c’erano problemi di funzionamento. Dopo aver fatto rifornimento, mia moglie ha parcheggiato la macchina. Sabato sera, quando l’ha ripresa per andare a Novellara, dopo poco tempo l’auto ha iniziato a strattonare, a fare rumori anomali e infine si è spenta del tutto». La coppia ha quindi portato l’auto dal meccanico: «Secondo il meccanico – continua il cittadino -, il gasolio avrebbe sporcato i filtri e gli iniettori, provocando danni per circa 4.000 euro. Sarà necessario ripulire il motore e sostituire alcuni pezzi. Abbiamo presentato un reclamo alla stazione di servizio, ma hanno negato le proprie responsabilità. Abbiamo anche visionato insieme i filmati delle telecamere di sorveglianza. Riteniamo che il problema sia legato alla sporcizia presente nella cisterna. Abbiamo aperto una pratica di sinistro tramite Federconsumatori e inviato una PEC a Eni. Ora intendiamo andare avanti con un’azione legale, assistiti dall’avvocato di Federconsumatori».
Federconsumatori
Sono una quindicina i cittadini che si sono rivolti a Federconsumatori, senza contare quelli (forse decine) che non hanno avviato un’azione legale. Lo spiega Pamela Bussetti, coordinatrice di FederMo: «Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto oltre 15 segnalazioni relative a carburante sporco, un numero molto elevato rispetto a quelle ricevute nell’ultimo anno. I territori più colpiti sono Castelfranco Emilia, Modena, Carpi e la Bassa modenese. I consigli che possiamo dare ai cittadini che devono affrontare questo tipo di problematica sono innanzitutto conservare lo scontrino, che riporta l’ora, la data e il distributore in cui è stato effettuato il rifornimento. In questo momento, inoltre, è preferibile pagare con un metodo tracciabile, come la carta. È importante poi rivolgersi a un meccanico – spiega Bussetti –, che potrà effettuare una perizia e conservare una parte del carburante per procedere con le analisi. Bisogna anche farsi preparare un preventivo che riporti tutti i costi sostenuti e quelli necessari per le riparazioni, in modo da poterli documentare ai fini del risarcimento. Gli sportelli di Federconsumatori sono a disposizione dei cittadini per avviare la procedura di reclamo. La richiesta dovrà essere indirizzata al distributore presso il quale è stato effettuato il rifornimento: per questo motivo, è fondamentale conservare tutta la documentazione utile», conclude Bussetti. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
