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Sassuolo, il pilota dell’ultraleggero: «La mia catenina d’oro sparita dopo lo schianto nel campo»

di Daniele Montanari
Sassuolo, il pilota dell’ultraleggero: «La mia catenina d’oro sparita dopo lo schianto nel campo»

L’amarezza del pilota dell’ultraleggero precipitato per lo scontro aereo: «Era di mio padre, offro una ricompensa a chi mi aiuterà a ritrovarla»

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SASSUOLO. Sparita durante i soccorsi, nonostante ci sia la certezza che l’aveva ancora al collo quando è precipitato. Ed era molto più di una catenina d’oro per lui: era il ricordo di suo padre, perso due anni prima della sua laurea. Sono giorni amari per il pilota 57enne precipitato con il suo ultraleggero il 10 ottobre nell’aviosuperficie di Sassuolo dopo l’urto con un aereo che era anch’esso in fase d’atterraggio. Dopo il terribile incidente, che ha distrutto il suo mezzo, c’è stato sicuramente il sollievo di essere scampato a uno schianto spaventoso che poteva costargli la vita. Ma adesso, dopo le dimissioni dall’ospedale, c’è la consapevolezza di dover affrontare un lungo percorso di recupero per le fratture e gli altri traumi riportati, almeno un mese. E c’è il dispiacere di aver perso la catenina d’oro che portava sempre al collo. Un caro ricordo di suo padre da cui non si separava mai «e che forse – nota – con la sua mano mi ha protetto in quel terribile incidente».

L’intervista 

Cos’è successo?
«Non lo so, perché dopo l’impatto ero in stato di semi-incoscienza. So solo che avevo ancora addosso quella catenina quando sono uscito dall’ultraleggero. Un istruttore di volo, tra i primi ad arrivare sul luogo dello schianto, mi ha confermato di avermela vista addosso quando ero sdraiato a terra. Poi sono arrivati i soccorsi e mi hanno messo il collare. Da quel momento nessuno ha più visto quella catenina».
Che cosa rappresentava per lei?
«Era la catenina, con il crocifisso, che mio papà portava sempre. È morto due anni prima della mia laurea, e il giorno in cui mi sono laureato mia mamma mi ha fatto la sorpresa: me l’ha regalata, così che potessi in qualche modo sentire anche lui presente. Non l’ho mai più tolta: capite che valore affettivo possa avere per me. È talmente importante che ho già fatto denuncia di smarrimento ai carabinieri. Un amico è andato anche con un metal detector nel campo, scandagliando l’area in cui sono precipitato. Ma niente, non ce n’è traccia».
Cosa può essere successo?
«Qualcuno deve averla presa durante i soccorsi. Io non voglio pensar male: sicuramente mi andava tolta per mettermi il collare. Io penso che, nella concitazione, qualcuno l’abbia messa al riparo da qualche parte, e poi l’abbia dimenticata lì. Per questo faccio un appello».
Quale?
«Chiedo a chi mi ha soccorso di fare un controllo tra le sue cose, e se la ritrova, di farmelo sapere al più presto. Sono disposto a offrire una ricompensa significativa a chiunque la riporterà: ripeto, per me ha un grande valore affettivo. Ancora di più dopo questo incidente».
Chiunque abbia informazioni, può contattare la Gazzetta di Modena al numero 349.9811707 (anche whatsapp) o sulle nostre pagine Facebook e Instagram.


 

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