Ospedali, sindaci con Mezzetti. «Pronti alla sfida di Baggiovara»
Il primo cittadino: «Nuova struttura per essere avanguardia»
MODENA. Prima sorride, poi fa notare che non spetta a lui - «sennò sarebbe un guaio per tutti...» - definire i contenuti. Semmai, a lui, insieme agli altri sindaci, spetterà definire gli indirizzi sui quali si innesterà la rivoluzione. Al centro ci sono gli ospedali modenesi, e in particolare il piano annunciato dal sindaco e presidente della Ctss Massimo Mezzetti per un nuovo grande ospedale a Baggiovara, mentre il Policlinico resterà come ospedale distrettuale. Un tema affrontato ieri pomeriggio dall’Ufficio di presidenza della Ctss, ovvero dai sindaci dei 7 Comuni capodistretto e dai direttori generali delle tre aziende sanitarie.
Il bilancio
E a fare il punto, all’uscita di una riunione durata oltre due ore, è stato il sindaco Mezzetti: «Oggi - spiega - ho ripercorso questi mesi di lavoro in Ctss che ha portato a una riflessione che poi ho sintetizzato nell’intervista alla Gazzetta del 13 ottobre. Come ho detto allora, l’accelerazione dell’intervista è stata dovuta al fatto che da diverse settimane sono state diffuse in città notizie sulla presunta chiusura del policlinico e del pronto soccorso, e ho ritenuto giusto intervenire in maniera tempestiva. In realtà, stiamo facendo un ragionamento molto più ampio complesso, che la Ctss stava svolgendo da tempo, e lo fanno anche i 300 professionisti riuniti nei 35 gruppi di lavoro».
E a proposito dei professionisti, il primo cittadino fa notare che «nell’incontro in Accademia non hanno fatto il mio nome, perché i professionisti ragionano in termini strettamente scientifici di una proposta e non entrano nel merito di battibecchi e polemiche politiche». Ma cosa si sono detti ieri i sindaci? «È stata una discussione molto serena e matura - aggiunge Mezzetti - diversi sindaci sono intervenuti, e tutti hanno convenuto che la discussione, il confronto e la riflessione nei termini da me riportati nell’intervista fossero da tempo presenti in Ctss. Quello che dobbiamo fare noi ora è disegnare un sistema sanitario e dare indirizzi strategici, che non vanno riempiti da noi, che non abbiamo le competenze per farlo, perché questo ruolo spetta ai professionisti. L’approdo di questo percorso non avverrà domani, perché ci saranno tanti passaggi e saranno coinvolti tutti i professionisti, il territorio, le forze sociali, i sindacati e il volontariato».
La replica
E a chi teme che con un nuovo grande ospedale di valenza nazionale a Baggiovara si possa indebolire il sistema provinciale, Mezzetti replica facendo notare che «il sistema territoriale ha un cuore che è Modena, ma un cuore senza le articolazioni non sopravvive, così come le articolazioni senza il cuore non sopravvivono».
Ma qual è stato l’esito dell’incontro tra i professionisti di mercoledì? «C’è stato un primo ritorno - fa sapere il dg dell’Azienda ospedaliera Luca Baldino - ma in generale parliamo di centinaia di incontri e migliaia di ore di lavoro dei professionisti negli ultimi mesi. Per prima cosa, i professionisti ci chiedono di avere struttura in grado di competere anche sul livello nazionale e internazionale. Oggi siamo chiamati a prendere una decisione, ma ci sono tempi tecnici importanti, per un percorso di dieci anni o più». «Se vogliamo ragionare di un ospedale d’eccellenza nazionale e internazionale abbiamo bisogno di spazi, tecnologie ed efficientamento energetico - riprende Mezzetti - che oggi, anche con 350milioni in campo per il Policlinico, non raggiungeremmo comunque. Quindi dobbiamo decidere se ridimensionare l’ambizione o se tenerla alta, realizzando una struttura adeguata a ospitare alte tecnologie, e questa non può essere una struttura che ha più di sessant’anni. Io credo che Modena possa avere l’ambizione di accettare la sfida, una sfida appassionante, come tutti i sindaci hanno riconosciuto».
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