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La sentenza

Stupro di gruppo su una 16enne: confermata la condanna a 4 anni

di Daniele Montanari
Stupro di gruppo su una 16enne: confermata la condanna a 4 anni

La Corte d’Appello di Bologna ribadisce la pena per il 28enne responsabile della violenza sessuale che avvenne a Vignola nel 2020

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VIGNOLA. Fu un caso scioccante, per ciò che emerse dalle indagini: una violenza sessuale di gruppo su una ragazzina di 16 anni, che si fidava dei nuovi “amici”. Adesso è arrivata la conferma della condanna per uno dei due accusati. Ma l’altro è tuttora irreperibile, e non ha saldato alcun debito con la giustizia.

La vicenda

La vicenda avvenne tra il febbraio e l’aprile 2020, durante il primo lockdown Covid. Secondo quanto ricostruito, la ragazza, di origini camerunensi ma residente nel lodigiano, era scappata di casa trovando accoglienza a Vignola presso un casolare abitato da un 28enne e un 25enne all’epoca, di origini nigeriane. Li aveva conosciuti sui social, e ne era nata un’amicizia. Dopo aver trascorso qualche giorno a casa di un’amica, andò a cercare ospitalità da loro. All’inizio della convivenza c’era stata qualche avance verso di lei, che compì i 16 anni in quei mesi, ma senza episodi gravi. Poi sarebbe avvenuta l’aggressione: la minorenne ha denunciato di aver subito atti sessuali e poi una violenza di gruppo dai due, e da un’altra persona mai identificata, che avrebbe materialmente abusato di lei mentre i due la tenevano stretta. Avrebbe rischiato di subire anche un secondo stupro, ma poi gli aggressori si fermarono. Tramite il cellulare di uno di loro, riuscì a dare l’allarme che portò i carabinieri a un iniziale sopralluogo. Anche se i militari non entrarono in casa, i due rimasero spaventati, e si convinsero a lasciare andare la ragazza, che poi denunciò. Fondamentale in questo l’aiuto di un autista Seta: salita su una corriera a Vignola, la ragazza spiegò quello che le era successo, e lui la condusse dai carabinieri.

Il condannato

Per quanto accaduto il 28enne, accusato sia di violenza sessuale di gruppo che di atti sessuali con minore, ieri pomeriggio – 23 ottobre - ha visto confermata dalla Corte d’Appello di Bologna la pena di 4 anni sancita in primo grado dal tribunale di Modena, con rito abbreviato, più il pagamento di 5mila euro di provvisionale. Soddisfatta l’avvocata Giuseppina Iannelli, che si è costituita parte civile per la ragazza.

Il fuggitivo

C’è però anche un lato amaro nella storia: il 25enne, accusato di violenza sessuale di gruppo, a più di sei anni di distanza deve essere ancora giudicato. Era stato già rinviato a giudizio nell’ottobre 2024, e per lui il processo doveva iniziare nel febbraio 2025. Ma poi si è bloccato tutto per un problema di notifiche. Che a quanto pare non è stato ancora risolto. Martedì doveva tenersi in tribunale a Modena la nuova udienza preliminare per confermare il suo rinvio a giudizio. Ma non se n’è fatto nulla. Gli atti sono tornati al pm perché non sono risultati tradotti nella lingua del 25enne. Una volta tradotti, si è cercato nuovamente di notificarli al giovane, ma senza esito. Non si sa dove sia finito, le ricerche di polizia finora sono state vane. Martedì il giudice per le indagini preliminari ha disposto nuove ricerche per effettuare la notifica, fissando a gennaio la nuova udienza per fare il punto sul loro esito. I trascorsi purtroppo non fanno ben sperare: potrebbe essere anche fuggito all’estero. In caso di notifica infruttuosa, a quasi sette anni di distanza il giudice potrebbe fermare le ricerche. E il crimine resterebbe impunito. 

 

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