Gazzetta di Modena

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Il lutto

Addio allo psichiatra Franco Nardocci, una vita dedicata all’autismo

Daniele Montanari
Addio allo psichiatra Franco Nardocci, una vita dedicata all’autismo

Luminare di livello nazionale, ma sempre dalla parte delle famiglie. Aveva 82 anni, domani l’addio. Erika Coppelli del Tortellante: «Se siamo diventati quello che siamo, lo dobbiamo a lui e alla sua umanità infinita»

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MODENA. È stato un luminare nel campo della psichiatria e della neuropsichiatria infantile, con una vita dedicata all’autismo. Se n’è andato in silenzio, nella sua abitazione in centro a Modena dove viveva solo, dopo la scomparsa dell’amata moglie quattro anni fa: lo hanno trovato morto due amici che gli hanno fatto visita venerdì.

Modena ha perso Francesco Nardocci, per tutti Franco, a 82 anni. È stato presidente nazionale della Sinpia, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Fino all’anno scorso è stato presidente della commissione incaricata dal Ministero di predisporre le linee guida per le terapie rivolte all’autismo nell’infanzia. L’ultimo saluto (onoranze Gianni Gibellini) sarà domani, lunedì 26 ottobre, alle 11.30 a Terracielo.

È stato un punto di riferimento a Modena, per anni primario della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza presso il centro Ausl di via Cardarelli. Poi andò in Romagna, dove a Rimini e Ravenna ha contribuito a creare importanti realtà assistenziali. Pur essendo di origini piemontesi, era diventato modenese d’adozione, e nella sua Modena è poi tornato per sviluppare assieme alle famiglie progetti tuttora d’eccellenza con le associazioni Aut Aut e Tortellante (laboratorio di tortellini fatti a mano, terapeutico per l’autismo), per cui è stato davvero un faro.

Il Tortellante

«Franco è stato per me, per noi del Tortellante un bene prezioso, fondamentale, importantissimo – lo ricorda commossa la presidente Erika Coppelli – se oggi c’è il Tortellante è anche per merito suo: ci ha aiutati tantissimo con la sua rete scientifica, ha formato il nostro team. Non era solo un professionista eccellente, era un uomo meraviglioso, di cultura infinita e umanità infinita. Io personalmente ho imparato moltissimo da lui: è stato fondamentale per me negli ultimi 15 anni, prima con Aut Aut e poi con il Tortellante. Molto più di un dottore: un amico, un secondo padre».

«Era un luminare, ma è sempre stato vicino in modo particolare alle famiglie, e questo non è affatto scontato. Sentivamo che voleva aiutarci con i nostri bambini e ragazzi, e lo ha sempre fatto da volontario, altra cosa per nulla scontata. Se siamo diventati quel punto di riferimento che siamo sul territorio, lo dobbiamo in primis a lui. Modena deve essere orgogliosa di avere avuto una persona del genere, d’eccellenza e profondamente inserita nella città: tutti i giorni andava al mercato Albinelli, per dirne una. E io so di aver avuto una fortuna straordinaria nell’averlo vicino».

L’Angsa

A esprimere il proprio cordoglio è anche l’Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo (Angsa): «Il dottor Nardocci – sottolinea – ha contribuito all’evoluzione delle conoscenze sull’autismo e al miglioramento dei percorsi di diagnosi e presa in carico, mantenendo un dialogo costante con associazioni e famiglie». «Franco è stato un grande amico dell’autismo, di Angsa e mio personale – rimarca il presidente Giovanni Marino – ha accompagnato anni importanti del nostro percorso con competenza, autorevolezza e una straordinaria capacità di dialogare con le istituzioni. Era presente nei luoghi in cui si prendevano decisioni importanti per il futuro delle persone con autismo. Lascia un grande vuoto». 

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