Luca Pilla muore in un incidente a 43 anni. Il papà: «Lui in campo per sempre»
Era in Romania per lavoro. Il mondo del rugby in lutto: ricordi pieni d’affetto dalle squadre in cui ha giocato
FORMIGINE. «Luca non potrà più scendere in campo, ma ne sentirete sempre la presenza». A scriverlo è Camillo, papà di Luca Pilla, morto mercoledì sera a soli 43 anni in un incidente stradale avvenuto su una strada statale a Jucu, nel distretto di Cluj, in Romania, dove si trovava per lavoro. A piangerlo sono la famiglia che aveva costruito con la moglie Monica, quella in cui era cresciuto, gli amici, i compagni di squadra. E un mondo, quello del rugby, che oggi fatica a immaginarsi senza di lui.
Luca Pilla, nato il 13 febbraio 1983, con il rugby era cresciuto. Una passione coltivata fin da bambino e condivisa con una famiglia che, a questo sport, è sempre stata legata. Dai Picchi Formigine al Modena Rugby, passando per gli Highlanders Formigine fino alle Vecchie Volpi Old Rugby, la squadra in cui giocava attualmente. Tante maglie, un solo modo di stare in campo. E, a sentire chi lo conosceva, anche nella vita.
Le Vecchie Volpi
Sono proprio le Vecchie Volpi, i suoi ultimi compagni di squadra, che si stringono «attorno a Monica, alle figlie e a tutti i suoi famigliari», a dedicargli uno dei saluti più commoventi. «Luca era uno di noi. Un compagno di squadra che non si tirava mai indietro, sempre sorridente, sempre pronto alla battuta e a portare un po' di sano casino. Uno di quelli che rendono speciale una squadra e che lasciano il segno anche fuori dal campo». Parole che raccontano un uomo capace di farsi voler bene, di portare allegria anche nelle giornate più difficili, di vivere lo sport come un’occasione per stare insieme. Poi il ricordo, affidato ai social, si trasforma in un invito, quasi un ultimo insegnamento lasciato da Luca ai suoi compagni: la vita va vissuta, non rimandata. «Allora viviamola – scrivono –. Con gli amici, le risate, qualche sana follia e con un terzo tempo che non finisca mai. Ci piace immaginare Pilla già lì, a organizzare il prossimo terzo tempo e a combinare qualcosa prima ancora che arrivino tutti gli altri. Ci mancherai».
Gli Highlanders Formigine
Anche gli Highlanders Formigine Rugby sono sconvolti dalla notizia. Luca era conosciutissimo nell’ambiente, uno di quelli che si impegnavano fino in fondo in tutto ciò che facevano, dallo sport al lavoro, senza dimenticare gli impegni familiari. Uno che non si risparmiava. «Sempre presente, sempre sorridente, sempre pronto a buttarsi nella mischia. Tirarsi indietro non era proprio nel suo repertorio», scrivono gli ex compagni di squadra, che lo ricordano come «uno di quella famiglia del rugby che va ben oltre i colori della maglia».
Basta scorrere il suo profilo Facebook per ritrovare qualcosa di questa vita piena: tante fotografie sui campi da rugby, ma anche gli scatti di famiglia. Le persone e le cose che contavano per lui. E ora, sotto i messaggi pubblicati dalle squadre di cui ha indossato la maglia, si moltiplicano i ricordi e le parole di affetto.
Il padre
Tra i tanti messaggi, c’è anche quello del padre Camillo. «Vi ringrazio con tutto il cuore. So il bene che volevate a Luca». Poi aggiunge: «Le persone buone come Luca resteranno sempre nei nostri cuori. Luca non potrà più scendere in campo ma ne sentirete sempre la presenza. Il rugby era la sua vita (ovviamente dopo la sua famiglia)». E infine quel richiamo, ripetuto tre volte, che sembra volerlo raggiungere ancora: «Luca... Luca... Lucaaaaaa».
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