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Lotta all’evasione, Modena guida la provincia: ma solo 12 Comuni collaborano con il Fisco

di Stefano Luppi
Lotta all’evasione, Modena guida la provincia: ma solo 12 Comuni collaborano con il Fisco

Nel 2024 nelle casse municipali sono arrivati oltre 105mila euro grazie alle segnalazioni all’Agenzia delle Entrate

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MODENA. Certo, la cifra annuale non fa “svoltare” nessun bilancio pubblico, nemmeno quello del capoluogo che pure guida la classifica provinciale e in quindici anni ha racimolato pur sempre 3 milioni. Ma contribuire, collaborando con la statale Agenzia delle entrate, al recupero delle somme di chi evade il fisco, è senza dubbio utile. In provincia di Modena questa “collaborazione”, regolata da una legge precisa, la svolgono però solo dodici comuni, appena un quarto dei 47 che compongono il territorio. Numero che, a Modena come nelle altre otto province regionali, andrebbe aumentato di molto tenuto conto che l’Emilia Romagna è, insieme al Veneto, la regione dopo quantitativamente si evade di più dopo Lombardia, Campania e Lazio. Tra Piacenza e Rimini, infatti, l’evasione di imposte e contributi è calcolata nella cifra monstre di 8,24 miliardi di euro l’anno, secondo i calcoli del Ministero delle Finanze e dell’Ufficio studi CGIA di Mestre (coordinato da Paolo Zabeo).

Del resto non si evade solo qui, visto che da un focus Censis Confcooperative emerge come nel nostro Paese l’economia sommersa annuale sia pari a 197,6 miliardi di euro (9,2% del Pil): significa che ogni cittadino si vede sottrarre 3.350 euro l’anno oppure viene bruciata l’intera produzione annuale di una regione appunto economicamente trainante come la nostra. Ma torniamo al recupero. I comuni italiani possono contribuire con i loro uffici a fare emergere evasori fiscali sul proprio territorio, segnalando chi evade le principali tasse statali - Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), Ires (imposta sul reddito delle società, Iva, imposte di registro, ipotecarie e catastali) - e in cambio si vedono assegnare dallo Stato il 50% del valore accertato.

Ovviamente si tratta, per comuni in tanti casi non dotati di personale specialistico, di un lavoro in aggiunta alla riscossione diretta dei tributi locali come Imu (imposta municipale propria), Tari (tassa sui rifiuti), addizionale Irpef, tassa di soggiorno e via dicendo. In tutto nel ’24, spiega la CGIA, i comuni sono riusciti a fare emergere dal “nero” appena cinque milioni di euro, una goccia nel mare dei 107 miliardi annui che si stima siano evasi da imprese e privati. Alle casse locali degli appena 304 comuni su oltre 7900 esistenti - il 3,8 per cento - che hanno collaborato sono andati dunque 2,5 milioni di euro totali, appunto la metà di quanto raccolto.

I numeri di Modena

Come detto sono solo dodici i comuni che collaborano con il fisco: Modena, Carpi, Nonantola, Soliera, Formigine, Novi, Mirandola, Campogalliano, Sassuolo, Castelfranco, Sestola, Spilamberto citati nell’ordine delle cifre entrate nelle casse municipali attraverso questa curiosa via. Le cifre, si diceva, non sono granché e hanno un valore più simbolico che pratico. In tutto, infatti, sono arrivati ai dodici comuni 105.689.08 euro. La graduatoria provinciale è capitanata da Modena - al 17esimo posto nazionale - con 29.127,40 euro entrati dalla lotta all'evasione fiscale del 2024. Detto per inciso Reggio fa meglio, ma di poco, classificandosi al 14esimo posto con 31.916,99 euro mentre Ferrara segue al 208esimo posto con appena 281,67 euro. Meno di trecento euro quando Bologna, la prima in graduatoria in regione, è a quota 48.127,14 euro. Tornando a Modena va detto che la seconda città per dimensione Carpi segue con 27.187,93 entrati nel ’24, mentre a stupire sono i piccoli comuni. Buono il lavoro di Nonantola, che incamera 18.651,99 euro, di Soliera (11.970,79), di Formigine (9.795,77). Le più ampie Mirandola e Sassuolo, infatti, incamerano rispettivamente solo 1932,11 e 921,65 euro mentre il fanalino di coda provinciale è Spilamberto con 404,21 euro.

In Italia

«Il Comune italiano - riassume Paolo Zabeo - che nel 2025 ha incassato di più dalla lotta all’evasione è stato Genova con 406.838 euro. Seguono Milano con 376.499, Prato con 170.122 e Torino con 113.888 euro. Nelle prime dieci posizioni dei Comuni più virtuosi ci sono anche piccoli enti come Cernusco del Naviglio (Mi) con 40.534 euro e Trezzo sull’Adda (Mi) con 39.539 . Singolare invece, visto che il lavoro nero e l’abusivismo edilizio presenti soprattutto nel Mezzogiorno, che il Comune di Napoli abbia riscosso 834 euro, Palermo 738, Catania 530 mentre Avellino, Bari, Brindisi, Caltanissetta, Foggia, Trapani alcunché…».

Lavoratori in nero

La CGIA non considera solo il “nero” dell’evasione fiscale italiana: «Stimiamo - termina Zabeo - anche 2,6 milioni di lavoratori in nero, persone senza alcuna tutela, contributi e diritti: è un esercito invisibile che regge pezzi interi della nostra economia mentre lo Stato guarda altrove. Poi c’è l’abuso edilizio: ogni 100 costruzioni o cantieri stimiamo a livello nazionale un 15% di abuso, ma al sud si arriva al 50%». Per quel che riguarda gli occupati non regolari e il relativo tasso di irregolarità nel 2023 l’Emilia Romagna era tra le peggiori in Italia - 169.600 persone, davanti solo le regioni del sud e la più grande Lombardia - con un tasso di irregolarità del 7,7%».
 

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