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Porta Nord, esplode la rabbia: «Parcheggi in stazione gratis o mobilità ko»

di Filippo Delle Donne
Porta Nord, esplode la rabbia: «Parcheggi in stazione gratis o mobilità ko»

Protesta con 4 richieste al Comune tra sosta, sicurezza e futuro della Sacca

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MODENA. «O la Sacca o la vita» è il titolo provocatorio della manifestazione, promossa dal gruppo consiliare Modena in ascolto, che sì è svolta ieri mattina nel piazzale di via Rita Levi Montalcini davanti alla Porta Nord della stazione. Una protesta originata dalla decisione del Comune di far diventare a pagamento il parcheggio a Porta Nord, di servizio alla stazione. Le richieste sono quattro: aprire subito il parcheggio multipiano, mantenere la sosta gratuita dietro la stazione, spostare il drop-in di via Benassi e ottenere una risposta alla petizione firmata da decine di cittadini.

I commenti

«La situazione della Sacca è sempre più critica, dal degrado urbano alle strutture mai aperte», ha ribadito il capogruppo e consigliere comunale Andrea Mazzi. Dal palco Enrico, di “Modena in Ascolto”, ha ricordato che la Sacca è tra i quartieri in cui si è investito di più, senza benefici concreti per i residenti.

Il nodo principale resta la sosta. Con una delibera approvata nei giorni scorsi, la giunta ha istituito la zona tariffata “Porta Nord”. Gli stalli a raso, oggi gratuiti e usati soprattutto da pendolari e studenti, saranno a pagamento dalle 7 alle 21: 80 centesimi la prima ora, 1 euro la seconda, 1,20 la terza, con un massimo di 3 euro al giorno e un abbonamento mensile da 30 euro.

Il legame con il multipiano è diretto. La struttura di via Montalcini, realizzata da Esselunga come opera di urbanizzazione per circa sette milioni di euro e ceduta al Comune, è stata collaudata a gennaio 2025 ma non ha mai aperto: la prima gara è andata deserta. Il nuovo bando prevede una concessione di dodici anni che unisce i 300 posti del multipiano e gli stalli all’aperto. Nel multipiano la prima ora sarà gratuita, poi fino a 5,50 euro al giorno.

«Ci sembra assurdo mettere a pagamento il parcheggio per rendere appetibile un bando andato deserto», attacca Mazzi. «È un colpo alla mobilità sostenibile e un’ulteriore richiesta economica ai cittadini. Se il destino era questo, tanto valeva non fare il multipiano. I cittadini non possono aspettare un altro anno: se i privati si tirano indietro, sia il Comune a gestirlo direttamente».

La protesta

Le voci più arrabbiate sono arrivate da chi quei parcheggi li usa ogni giorno. «Sono pendolare da tre anni e sono rimasto congelato dalla notizia, perché significa imporre una tassa sul nostro lavoro”, racconta Valerio. “Sappiamo tutti quanto è difficile alzarsi alle 6.15 e fare sacrifici per portare a casa lo stipendio. Non si capisce perché non ci lasciano parcheggiare nel multipiano qui di fianco». Un altro pendolare aggiunge:«È vergognoso che tra pochi mesi si debbano pagare altri 30 euro al mese, oltre all’abbonamento del treno e a tutte le altre spese». Preoccupano anche le ricadute sulle strade vicine. «Vogliamo sapere con precisione quali saranno questi parcheggi a pagamento. C’è un progetto definito?», chiede una residente della Sacca.

«In via Nonantolana, con il restringimento della carreggiata, c’è già un grosso problema di soste. Temo che anche questa zona residenziale diventi un’area dove è impossibile trovare parcheggio, come è successo in zona Musicisti». Si è parlato anche del drop-in di via Benassi, aperto a marzo 2025 e frequentato, secondo i dati della vicesindaca Francesca Maletti, da una trentina di persone al giorno. I manifestanti ne contestano la collocazione. «Noi chiediamo una città più libera dalle droghe: meno drop-in e più comunità terapeutiche», sottolinea Mazzi. La residente ricorda il parco XXII Aprile: «È stato uno dei luoghi più martoriati. Abbiamo visto e subito di tutto».

Sulla sicurezza è intervenuto Mattia Meschiari, del comitato “Modena merita di più”, che ha rilanciato la proposta presentata al sindaco Mezzetti: il vigile di quartiere, «una figura che conosce la zona e parla con chi passa per strada». Il prefetto avrebbe obiettato che oggi un vigile farebbe fatica a girare da solo in certe zone. «Dovrebbero essere proprio loro a garantire la sicurezza», replica Meschiari. «Se fanno fatica loro, noi cosa dovremmo fare?».

Ora si attende la discussione in consiglio comunale, quando l’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni sarà pronto a rispondere.

 

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