Addio a Ermanno Bencivenni, anima di Villa Delfini
Carpi piange il 79enne scomparso nei giorni scorsi. Il ricordo delle figlie Sara e Rebecca: «Era profondamente gentile e disponibile, aveva un animo artistico e sognatore, senza rinunciare al suo proverbiale ottimismo»
Si è svolto giovedì mattina, al cimitero di San Cataldo a Modena, il funerale di Ermanno Bencivenni, 79 anni. Bencivenni era conosciuto sia per l’attività nel settore dell’abbigliamento, condotta a lungo con la madre in centro a Carpi, sia per la gestione di Villa Delfini, a Cavezzo. Un luogo che Bencivenni rese ulteriormente magico tramite l’organizzazione di eventi culturali di spicco, tra cui l’arrivo di Franco Battiato, come ricordato dal maestro Carlo Guaitoli ieri.
Ermanno lascia le figlie Sara e Rebecca. “Ero molto legata al mio papà – spiega Sara Bencivenni -. Mi ha sempre supportato molto nella mia formazione artistica, sia dal punto di vista ideale che pratico. Mi ha sempre accompagnata all’accademia di danza che frequentavo a Reggio Emilia. Era molto gentile e disponibile con tutti e anche le mie amiche hanno un ricordo molto tenero nei suoi confronti. A Villa Delfini abbiamo organizzato numerosi eventi culturali, incentrati sulla danza. Papà amava l’arte e ha saputo infondermi la sua passione. Era profondamente gentile e disponibile, aveva un animo artistico e sognatore, senza rinunciare al suo proverbiale ottimismo. Ha sempre fatto il possibile per assistere ai miei spettacoli, anche quando sono divenuta coreografa. Ed era molto orgoglioso di quanto facevo”.
“Il più grande amore di mio padre era la sua Villa Delfini, un luogo che mi è sempre stato caro, fin da quando ero bambina e che mi affascinava con la sua storia e la sua natura, tra le lucciole a giugno e le passeggiate con i miei cani tra i vigneti – sottolinea Rebecca -. Ricorderò mio padre nella sua villa tra concerti improvvisati con gli amici, cene e feste, che occupavano la gran parte del suo tempo e della sua attenzione. Anche se mio padre non ha sostenuto i miei studi all’estero in Arts Management, sono felice di mettere a frutto la mia laurea e le mie competenze anche per contribuire alla vita di Villa Delfini”.
«Ricordo che lo zio si dilettava nel suonare la chitarra da autodidatta – ricorda il nipote di Ermanno, Davide Bencivenni -. Era sempre stato un viaggiatore e io subivo il fascino dei suoi racconti. Allora viaggiare significava avventurarsi in Medio Oriente e in Africa: non c’erano i cellulari e non ci si teneva in contatto così di frequente come oggi. Al rientro portava sempre oggetti evocativi e tanti racconti: mi ha trasmesso questa voglia di conoscere il mondo. Era stato commerciante di maglieria all’ingresso e per tanti anni ha venduto maglie a tutta Carpi. Fu lui a farmi scoprire la narrativa e il piacere per la lettura. Gli devo tanti valori della mia identità. Non è stato certo uno zio qualunque». Successivamente arrivò il capitolo di Villa Delfini.
«Svolgemmo insieme i primi lavori in questa struttura - ricorda il nipote -. Lui portò qui tantissime idee di collaborazione, come i concerti, tra i quali, appunto, quello di Franco Battiato».
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