Pd-Mezzetti, la pace di San Damaso. Ma esplode la rivolta contro i Bess
Oltre 150 persone ieri sera all’assemblea in polisportiva: clima più disteso sugli ospedali. Ma residenti preoccupati per il maxi-impianto da 160 container: «Impatto enorme»
MODENA. Alla fine, 150 persone in un’assemblea di quartiere non sono affatto male. E in effetti lui la prende con un pizzico di ironia, la cosa migliore dopo due settimane ad alta tensione: «Diego, alla fine per la prossima volta sappiamo cosa fare... ci scriviamo su Facebook e qualcosa succederà, così portiamo tanta gente in assemblea...». L’ironia è quella del sindaco Massimo Mezzetti, che ieri sera ha partecipato all’incontro pubblico organizzato dal Pd cittadino alla polisportiva di San Damaso per parlare dei problemi della frazione. Un’assemblea sulla quale c’era parecchia tensione per il “caso volantino”, esploso una settimana fa, quando i dem avevano pubblicato la “card” dell’evento sui social, ma senza indicare il primo cittadino tra gli ospiti, portando Mezzetti a commentare su Facebook, con un incidente diplomatico che si è sommato alla già alta tensione attorno al caso ospedali.
Ma dopo due settimane ad alta tensione, ieri in polisportiva il clima era molto più rilassato, soprattutto tra il sindaco e il segretario cittadino del Pd Diego Lenzini. In sala a San Damaso c’era anche mezza giunta, con la vicesindaca Francesca Maletti e gli assessori Giulio Guerzoni, Andrea Bortolamasi e Federica Venturelli che hanno gestito i gruppi di lavoro tematici organizzati nella seconda parte dell’assemblea. Circa 150 i cittadini presenti.
L'incontro
A introdurre la serata è stato il segretario di circolo Giancarlo Panini, seguito dal segretario Lenzini, che si è soffermato sul caso ospedali: «Il dibattito partito dopo l’intervista del sindaco è solo l’inizio di un percorso, un passaggio politico per noi imprescindibile che è il Pal, il piano della sanità. Gran parte del dibattito si è concentrato sul Policlinico, ma come ha detto il presidente de Pascale e ribadito il sindaco in Consiglio, il cuore dell’ospedale non si sposterà da dov’è oggi, e il pronto soccorso continuerà a dare ai cittadini esattamente lo stesso servizio e cura delle persone che dà oggi. Se alcune attività specialistiche saranno da spostare lo deciderà il Pal».
La parola è quindi passata al sindaco: «Da settimane, mesi, circolava la voce di chiusura del Policlinico e del pronto soccorso. Proprio perché la salute è una questione seria, io non potevo consentire che circolasse una voce falsa. Per questo, ho fatto l’intervista alla Gazzetta per mettere a tacere queste voci». Detto questo, il primo cittadino si è chiesto se «Modena tra 10-15 anni sarà in grado di essere il centro che concentra tecnologia ed eccellenza sanitaria. Ecco, noi vogliamo che lo sia, che sia un’eccellenza regionale, ma anche nazionale. Per questo, la proposta prevede che a Baggiovara si porti un nuovo Policlinico altamente specializzato. Ma il Policlinco di via del Pozzo non si svuota per nulla: resteranno tutti i reparti che già danno risposta all’80% delle necessità dei pazienti. Tutto ciò non lo decide un sindaco, ma richiede almeno 8 passaggi istituzionali di una certa importanza».
Ma se quella di ieri è stata la serata del ritorno alla pace tra sindaco e Pd cittadino, i residenti di San Damaso hanno espresso chiaramente la loro preoccupazione numero uno: i Bess, ovvero il sistema di accumulo di energia formato da 160 batterie - ciascuna della dimensione di enormi container lunghi circa 8 metri e larghi e alti 4 - che sorgerà nei pressi dell’attuale centrale elettrica. I residenti, nei loro interventi, hanno espresso grande preoccupazione per l’impatto del maxi-impianto, mentre il sindaco Mezzetti ha spiegato che «noi abbiamo detto un “no” chiaro, ma purtroppo la materia è sovraordinata, e gli enti locali non hanno poteri in questo senso. Quello che possiamo fare è lavorare per “strappare” le opere compensative più utili al territorio».
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