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Carpi apripista: l’intelligenza artificiale veglia durante la notte sui pazienti fragili

di Lara Lugli
Carpi apripista: l’intelligenza artificiale veglia durante la notte sui pazienti fragili

Si chiama Ancelia la piattaforma in servizio presso “Il Carpine”

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CARPI. La tecnologia incontra la cura, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone più fragili e supportare concretamente il lavoro di chi ogni giorno si prende cura di loro. Ha riscosso grande interesse la presentazione del nuovo sistema tecnologico basato sull'intelligenza artificiale introdotto presso la CRA Il Carpine di Carpi, nel Nucleo Specialistico Demenze. Si tratta del primo sistema di questo tipo attivato in provincia di Modena, un progetto innovativo che punta a rendere ancora più efficace l'assistenza alle persone con demenza accompagnata da manifestazioni comportamentali.

Nel dettaglio

Al centro del progetto c'è Ancelia, la piattaforma sviluppata dalla startup italiana TeiaCare e pensata specificamente per le strutture sociosanitarie. Il sistema, già presente su 11.000 posti letto con i primi 22 della provincia proprio nella struttura carpigiana, consente di monitorare in maniera discreta i movimenti degli ospiti durante le ore notturne, fornendo agli operatori informazioni utili per individuare situazioni di potenziale rischio e prevenire le cadute. Uno strumento che non vuole sostituire la presenza e la professionalità del personale, ma affiancarle, ottimizzando il lavoro e consentendo di dedicare maggiore attenzione alla relazione con gli ospiti. Un progetto fortemente voluto da Domus Assistenza, come ha sottolineato il presidente Guido Gilli, che ha ripercorso la nascita dell'iniziativa, partita circa un anno e mezzo fa da un confronto sulle esigenze del Nucleo Specialistico Demenze.

I commenti

«L'obiettivo era individuare uno strumento capace di migliorare l'assistenza agli ospiti e, allo stesso tempo, permettere agli operatori di gestire meglio le situazioni, dedicando più tempo alla relazione e alla cura». L'investimento, di alcune decine di migliaia di euro, è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, attraverso un apposito bando, e alla donazione della famiglia Lugli, in memoria di un ex ospite della struttura. «La tecnologia non sostituisce il lavoro, la competenza e la presenza degli operatori, ma li affianca e li supporta, consentendo di dedicare ancora più attenzione all'ascolto, alla relazione e ai momenti di socialità».

Un concetto condiviso anche dalla dottoressa D'Avolio, che ha evidenziato come l'innovazione possa contribuire a organizzare meglio il tempo degli operatori e a valorizzarne il lavoro quotidiano. Dello stesso avviso la dottoressa Turci, in rappresentanza dell'Azienda USL di Modena, che ha sottolineato l'entusiasmo con cui il personale del nucleo ha accolto la nuova tecnologia, considerandola un'opportunità per investire le proprie energie in modo ancora più mirato. Soddisfazione anche da parte dell'assessora Tamara Calzolari, che ha ricordato l'impegno dell'Unione Terre d'Argine nel promuovere l'utilizzo delle nuove tecnologie all'interno dei servizi per anziani, citando anche le sperimentazioni già avviate al Care Residence di Novi e quelle in programma a Carpi in collaborazione con l'Università di Modena. «La tecnologia è un sostegno all'operatore, affinché abbia sempre più tempo, disponibilità ed energie da dedicare all'ospite», ha sottolineato, auspicando che l'esperienza del Carpine possa rappresentare una partenza per estendere l'innovazione ad altre strutture della rete .

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