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Il caso

Ticket sanitari a Modena. Oltre 11 milioni non riscossi

di Paola Ducci
Ticket sanitari a Modena. Oltre 11 milioni non riscossi

Forza Italia attacca la Regione: crediti bloccati, stralciati 7,5 milioni

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MODENA. «Più di 68 milioni di euro di ticket sanitari ancora da riscuotere in Emilia-Romagna. I nuovi dati forniti dalla Regione confermano che il problema che avevamo denunciato già lo scorso anno è tutt'altro che risolto e continua a sottrarre risorse importanti alla sanità pubblica. Se da un lato il presidente De Pascale persiste ad attribuire le difficoltà della sanità regionale all'insufficienza delle risorse finanziate dallo Stato, dall'altro la Regione da lui amministrata lascia nei cassetti decine di milioni di euro che potrebbero contribuire a finanziare servizi e prestazioni per i cittadini». Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale del partito Pietro Vignali, commentando i dati aggiornati sui crediti derivanti dal mancato pagamento dei ticket sanitari ricevuti dall’Assessorato regionale alle Politiche per la Salute.

L'intervento

«Il problema sul quale avevamo acceso i riflettori già un anno fa, quando denunciavamo oltre 53 milioni di euro di ticket non riscossi, oggi ha dimensioni ancora più rilevanti – prosegue il leader regionale degli azzurri – Sono risorse che, se recuperate, potrebbero contribuire a sostenere il sistema sanitario regionale in una fase già critica. Ancora più preoccupante è il fatto che, oltre ai 68 milioni ancora da recuperare, nel triennio 2023-2025 le aziende sanitarie emiliano-romagnole abbiano dovuto stralciare circa 7,5 milioni di euro di crediti, somme che rischiano quindi di essere definitivamente perdute. Particolarmente grave è la situazione modenese. L’Azienda Usl deve ancora recuperare circa 6 milioni di euro di ticket non pagati, mentre l’Azienda Ospedaliero-Universitaria presenta crediti residui per oltre 5 milioni di euro. Complessivamente si tratta di più di 11 milioni di euro ancora da incassare, una delle cifre più elevate a livello regionale. A queste somme si aggiungono crediti stralciati per 520.000 euro nel triennio 2023-2024-2025, che rischiano di tradursi in una perdita definitiva per il sistema sanitario. Si tratta di risorse che potrebbero essere impiegate per migliorare i servizi ai cittadini, ridurre i tempi di attesa e rafforzare il personale sanitario. Invece continuano a rimanere bloccate, a conferma di un sistema di recupero che presenta ancora evidenti criticità. Quando una sola provincia registra oltre 11 milioni di euro di crediti non riscossi, è evidente che la gestione del fenomeno richiede strumenti più efficaci e un maggiore coordinamento da parte della Regione. Chiediamo alla Regione di assumere un ruolo più incisivo, definendo procedure uniformi e criteri omogenei su tutto il territorio regionale per il recupero di questi crediti. L'obiettivo deve essere quello di garantire equità nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente quanto dovuto e di tutelare risorse pubbliche che appartengono alla collettività. Quando mancano all'appello decine di milioni di euro e altri milioni vengono addirittura stralciati perché non più recuperabili, non si può parlare soltanto di un problema amministrativo. È una questione di buona gestione delle risorse pubbliche e di credibilità delle istituzioni».

«Per questo la Regione non può limitarsi a lamentare la scarsità delle risorse disponibili. Deve anche dimostrare di utilizzare al meglio e recuperare efficacemente quelle che già spettano al sistema sanitario emiliano-romagnolo. Anche perché il Governo, con l’ultima manovra, ha previsto l’ennesimo ulteriore incremento delle risorse destinate alla sanità pubblica da quando è stata avviata questa legislatura parlamentare. Prima di chiedere sempre nuovi fondi, la Regione dovrebbe dimostrare di saper recuperare e valorizzare fino all’ultimo euro già dovuto al sistema sanitario regionale», conclude.l

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