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Ampliamento del 60% della Ztl? Mezzetti dice no: stop all’estensione voluta da Muzzarelli

Ampliamento del 60% della Ztl? Mezzetti dice no: stop all’estensione voluta da Muzzarelli

“Congelato” il piano voluto dall’ex assessora Alessandra Filippi e dall’ex sindaco con il Pums

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MODENA. Viale Berengario? Meglio evitarlo se non abbiamo il permesso, così come corso Vittorio Emanuele. Tutto questo, però, sembra destinato a rimanere sulla carta, almeno per un bel po’ di tempo. Perché la rivoluzione del centro storico che prevede un ampliamento del 60% dell’attuale zona a traffico limitato, approvata nel 2020, è stata stoppata dalla giunta Mezzetti, che prima di dare il via all’operazione vuole fare un ampio ragionamento con residenti e commercianti.

La rivoluzione approvata nel 2020

Una rivoluzione che in tanti hanno dimenticato, considerato che sono passati più di sei anni - l’approvazione in Consiglio comunale è del 16 luglio 2020 - ma che è scritta nero su bianco nel Piano urbano della mobilità sostenibile firmato dall’allora assessora Alessandra Filippi e dall’ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Un piano che prevede diverse azioni a breve, medio e lungo termine dal 2020 al 2030, tra cui appunto anche un notevole ampliamento della ztl. Un ampliamento che era previsto già tra le azioni a breve termine, e quindi entro due anni dall’approvazione del piano, e che prevede l’allargamento della ztl dall’attuale 59% della superficie del centro storico (750mila metri quadrati) al 94% (un milione e 200mila metri). Dal punto di vista delle zone interessate, come si vede dall’immagine in alto a destra, è soprattutto l’area a nord del centro a entrare in ztl, comprendendo diverse strade dove oggi transitano migliaia di veicoli, da viale Berengario a corso Vittorio Emanuele.

Il no di Mezzetti

Tutto questo sulla carta, per ora, dal momento che la giunta Mezzetti ha stoppato l’ampliamento della ztl. La decisione è arrivata il 21 ottobre, con una delibera di giunta dedicata al “Sistema di telecontrollo accesso/uscita Ztl”. Dopo aver ricordato che «il Pums 2030 prevede l’ampliamento dell’attuale Ztl, e che tale ampliamento comporta la necessità di adeguare il sistema di telecontrollo e di richiedere una nuova autorizzazione ministeriale», il documento fa notare che «il procedimento di ampliamento della Ztl presenta una complessità che non si esaurisce nella ridefinizione del suo perimetro e del relativo telecontrollo, ma investe una pluralità di aspetti ulteriori quali il sistema dei permessi, i nuovi civici ricompresi nell’ampliamento e gli effetti sul piano della sosta».

I motivi

In sostanza, la giunta «ha ritenuto necessari ulteriori approfondimenti, anche alla luce dei rilevanti lavori di riqualificazione in corso nel centro storico e del crescente impatto turistico sulle esigenze di accessibilità». Approfondimenti che prevedono anche un percorso partecipato di fronte a un’estensione della Ztl che non è esattamente popolare tra i commercianti, come emerso già sei anni fa, e come confermano i problemi nati a Carpi attorno all’ampliamento della Ztl. «In ragione del carattere peculiare del centro storico e della pluralità di esigenze di residenti, operatori economici e frequentatori occasionali - si legge ancora - il Comune intende avviare un percorso partecipativo per definire obiettivi e strategie di revisione della viabilità e degli spazi pubblici, tenuto conto che le decisioni su perimetro e disciplina della Ztl incidono sull’intera area urbana in termini di spostamenti e sosta». Il documento conclude quindi spiegando che «il procedimento finalizzato alla ridefinizione e all’ampliamento della Ztl ha subìto slittamenti e presenta profili di complessità che, allo stato attuale, non consentono di determinare con certezza i tempi necessari per il relativo completamento e per la conseguente attuazione». La delibera prevede inoltre un aggiornamento del sistema di controlli ai varchi: «L’attuale sistema di telecontrollo degli accessi alla Ztl inizia a presentare aspetti di vetustà e necessita dunque di un rinnovamento completo».

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