Volti coperti e violenza a Formigine, ora le accuse. Le vittime ricostruiscono l’assalto
La banda avrebbe tentato altre rapine prima e dopo il raid di Halloween a Casinalbo. Ai carabinieri i genitori chiedono giustizia per i figli: «Sono noti alle forze dell’ordine»
FORMIGINE. Sono stati ascoltati dai carabinieri tutti i ragazzi e le ragazze minorenni aggrediti e derubati la sera di Halloween al parco della Repubblica di Casinalbo.
Ieri, nella caserma di Formigine, i militari hanno raccolto le testimonianze individuali, alla presenza dei rispettivi genitori.
I giovani erano stati assaliti all’improvviso da una banda di una quindicina di coetanei, perlopiù con il volto coperto da passamontagna e bandane, che al grido di «caccia» si erano scagliati contro di loro tra insulti e minacce. Un ragazzo era stato derubato dell’IPhone (poi ritrovato in un parco a Formigine grazie all’applicazione della ricerca da remoto), ad altri erano stati estorti soldi per un totale di 150 euro, mentre due erano stati picchiati: uno con pugni al volto, un altro con calci e pugni dopo essere stato spinto a terra. Le quattro ragazzine presenti, invece, erano state palpeggiate e insultate con espressioni volgari e sessiste.
I carabinieri erano intervenuti già la sera stessa, senza però riuscire a intercettare in flagranza di reato la banda, come è stata ribattezzata. Secondo quanto riferito, diversi componenti sarebbero già noti alle forze dell’ordine.
Ieri però sono emersi anche nuovi particolari sulla serata. Stando alle testimonianze pubblicate sui social nei commenti ai post di alcuni genitori dei ragazzi aggrediti, il gruppo avrebbe agito anche prima dell’aggressione al parco. Intorno alle 20, infatti, alcuni ragazzi avrebbero importunato una giovane nei pressi della gelateria Alaska di Formigine, cercando ripetutamente di strapparle la maschera di Halloween che indossava.
Sempre prima di arrivare al parco, due ragazzi più grandi sarebbero stati avvicinati e minacciati a Casinalbo. «Stavamo passeggiando quando ci hanno fermati in una via vicino al parco. Ci hanno accerchiati e chiesto soldi, ma davanti al nostro netto e fermo rifiuto hanno desistito, probabilmente perché hanno capito che eravamo più grandi», raccontano. «Una volta arrivati a casa di un amico, abbiamo ricevuto la telefonata di uno dei ragazzini picchiati. Siamo corsi al parco e abbiamo chiamato subito le forze dell’ordine».
Le segnalazioni riguarderebbero anche il dopo. «Ci hanno detto che più tardi sono tornati al parco e hanno rubato le giacche ad altri ragazzi», riferisce il padre di uno degli aggrediti. «Ora ci aspettiamo che sia fatta giustizia, anche se gli aggressori sono minorenni». I genitori sostengono che i carabinieri abbiano confermato la presenza di ragazzi già conosciuti per precedenti episodi. Anche la giovane importunata alla gelateria Alaska e i due ragazzi avvicinati a Casinalbo avrebbero riconosciuto alcuni componenti del gruppo. «Pare che la maggior parte sia di Formigine e che si spostino con il treno Gigetto. Si dice che siano stati coinvolti in risse e rapine anche a Modena, in particolare nella zona della stazione delle corriere», riferisce un altro genitore.
La preoccupazione delle famiglie è forte, ma altrettanto chiara è la richiesta di non rinunciare alla libertà di frequentare gli spazi pubblici. «Non vogliamo essere costretti a vietare ai nostri figli di incontrarsi al parco», sottolinea una mamma. «Si parla tanto del rischio che i ragazzi si isolino in casa: dobbiamo fare il possibile perché possano stare insieme in sicurezza, senza temere aggressioni».
Sull’accaduto era intervenuta anche la sindaca di Formigine, Elisa Parenti: «Fatti del genere non lasciano indifferenti. È necessario intervenire su più fronti, a partire dal ruolo educativo di famiglie e scuola, passando per il supporto dei servizi sociali. Ringrazio le forze dell’ordine per il lavoro di prevenzione e di indagine che stanno portando avanti».
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