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Il caso

Carpi, monumento a Focherini bloccato: la statua non è stata realizzata

di Serena Arbizzi
Carpi, monumento a Focherini bloccato: la statua non è stata realizzata

Un famigliare scrive ai consiglieri: «Partecipate all’incontro in Curia sabato»

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CARPI. «La vicenda del monumento a Odoardo Focherini non può e non deve essere ridotta a un dissenso tra alcuni famigliari, il Comune e la Diocesi. Riguarda il rapporto tra la città e i suoi luoghi, tra la memoria di una persona e la sua rappresentazione pubblica, tra l’iniziativa dei promotori e la responsabilità delle istituzioni».

La lettera

È una lettera pregna di cuore e spirito civico la lettera scritta da un discendente del Beato Odoardo Focherini, celebre in tutto il mondo per la sua opera a favore degli ebrei durante al seconda guerra mondiale, che gli costò la deportazione e poi la morte nel campo di Hersbruck, in Germania. La lettera è rivolta ai consiglieri comunali e si riferisce al monumento che si intende realizzare per ricordare il Beato e la moglie Maria Marchesi. Un progetto nel limbo ormai da oltre sei anni: per discuterne, sabato, la Curia ha convocato i famigliari tramite un legale. Il discendente non parteciperà «non per disinteresse, né per sottrarmi, ma perché la mia presenza non può sostituire quella di chi ha ricevuto dai cittadini il mandato di occuparsi delle scelte pubbliche», afferma il discendente. E rivolge tre richieste ai consiglieri allegando una corposa documentazione. La prima richiesta è che sulla base di questo ricco susseguirsi di accessi agli atti, di riscontri da parte di più attori della vicenda, tra cui la ditta veronese Arte Poli che conferma di avere ricevuto l’incarico per la realizzazione di due statue, una che raffigura Focherini e una Maria Marchesi (uno da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e una dalla Fondazione Cr Mirandola).

Il contratto bloccato

Da verifiche fatte dalla Gazzetta, risulta che il contratto sia ancora bloccato e l’azienda veronese (conosciuta in zona per aver effettuato lavori anche al Duomo di Modena e a Nonantola) non abbia dato inizio alla realizzazione delle statue per via della vicenda divenuta intricata. Il discendente chiede poi che i consiglieri si attivino prima dell’incontro di sabato «per conoscere le modalità di partecipazione e valutare la propria presenza». Inoltre, domanda di promuovere «un confronto in Consiglio comunale sul progetto, sul percorso seguito e sulle scelte che riguardano Piazza Martiri». La questione si snoda lungo più direttrici che abbracciano più aspetti del diritto, tra cui la tutela del diritto d’immagine riguardo alla quale, in particolare per la figura di Maria Marchesi, vi sono più pareri. Per questo, la soluzione che pare sul piatto è quella che la statua di Maria Marchesi non venga realizzata. Il discendente, nella lettera spiega che «assumere decisioni in nome della comunità sull’assetto di una piazza, sul significato di un’opera destinata a quello spazio e sul percorso pubblico attraverso il quale realizzarla, spetta ai consiglieri eletti».

Le dichiarazioni

«La ricerca di una soluzione condivisa è un obiettivo importante. Perché sia davvero tale, tuttavia, occorre chiarire chi condivide quella soluzione, sulla base di quali informazioni e attraverso quale percorso. Il consenso dei partecipanti a un incontro non dovrebbe essere considerato sostitutivo del confronto nelle sedi rappresentative della comunità - continua il discendente -. Qualora non potesse partecipare all’incontro, resterebbe comunque essenziale il suo contributo affinché gli esiti siano conosciuti, le questioni ancora aperte siano chiarite e la discussione trovi spazio nella sede consiliare. Il punto non è stabilire oggi chi abbia ragione. È evitare che una scelta venga definita senza che chi rappresenta la città abbia esaminato i fatti, posto le domande necessarie e contribuito pubblicamente alla decisione. Questa, che preciso essere una presa di posizione personale, non è una richiesta di sospensione dell’incontro di sabato. È una sollecitazione rivolta a lei e ai consiglieri comunali affinché esercitino le prerogative connesse al mandato ricevuto dai cittadini e valutino direttamente i fatti e la documentazione disponibile - dice il famigliare nella lettera -. Delle discussioni di queste settimane rimarrà poco. Dell’opera e del messaggio affidato a Piazza Martiri rimarrà molto di più. È per questo che chiedo di intervenire ora, nell’esercizio del mandato che ha ricevuto». l
 

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