Coccole, giochi e tanta empatia: così i cani entrano in corsia e... “curano”
La pet therapy debutta nei reparti pediatrici per umanizzare il ricovero al Policlinico di Modena
MODENA. Se c’è una cosa su cui tutti sono d’accordo, è che il cane è, da sempre, il migliore amico dell’uomo. E se fosse, adesso, soprattutto il migliore amico di tutti i giovanissimi pazienti ricoverati presso il Policlinico di Modena? Nasce quest’anno presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria un progetto di Pet Therapy che, per la prima volta, coinvolge i bambini dei reparti di pediatria, chirurgia pediatrica e oncoematologia pediatrica di Modena.
L’iniziativa
Il Policlinico si impegna così, grazie a questo progetto, non solo a curare ed ad aiutare i bambini: offre a loro e alle famiglie la possibilità di affrontare il difficile percorso di terapia con un sorriso e con la presenza benefica di un amico a quattro zampe. «L’attività di Pet Therapy che offriamo» racconta Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna «si inserisce in un’ampia rete di progetti che mettono al centro l’umanizzazione delle cure: una scelta che, in ambito pediatrico soprattutto, si rivela decisiva anche per quanto concerne la qualità ed il successo della cura dei bambini». Come conferma anche Luca Baldino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, l’intenzione di offrire un tale servizio «nasce dall’attenzione speciale nei confronti del lato umano del lavoro del medico».
L’obiettivo
L’obiettivo è, dunque, chiaro: si portano aspetti classici della vita quotidiana, come, appunto, lo stare insieme al proprio cagnolino, in reparto, così che l’esperienza ospedaliera sia vissuta dai bambini nel modo più normale possibile. «Sono fermamente convinto dell’idea che la presenza dei cani abbia un impatto fortemente positivo sui pazienti» dichiara Massimo Mezzetti, sindaco di Modena e presidente della CTSS, «Sono animali che, oltre ad avere eccezionale sensibilità ed empatia, riescono ad alleviare la sofferenza con il proprio calore: un aiuto straordinario, insomma, per affrontare le cure». Presenti alla conferenza di presentazione del progetto, inoltre, tutte le persone che, da dietro le quinte, rendono possibile tutto questo ogni giorno: si tratta, infatti, dei membri del corpo ospedaliero del Policlinico, come Maria Cifuni, coordinatrice infermieristica che parla della pet therapy come di «un’esperienza meravigliosa, perché capace di cambiare del tutto l'atmosfera del reparto: dà un senso di pace e di gioia che non fa bene soltanto ai bambini, ma anche al personale. Vedere i nostri pazienti felici è ciò che più ci motiva ad andare avanti e a lavorare ogni giorno dando il massimo».
Da dove nasce il progetto
A narrare la storia che ha dato origine al progetto di Pet Therapy è, inoltre, Anna Rita Di Biase, responsabile SDD Bambini con Bisogni Speciali: «Tutto è cominciato con una bimba, una giovanissima paziente cronica che non voleva più essere ospedalizzata» racconta «per non allontanarsi dal suo cane: la direzione del Policlinico non solo le ha concesso di portarlo con sé, ma si è impegnato affinché anche gli altri bambini potessero condividere la stessa esperienza». Dalle parole dei membri dello staff del Policlinico emerge un quadro chiaro: quando i cani sono in reparto, all’improvviso non ci sono più pazienti, perché i piccoli individui ospedalizzati tornano ad essere solo bambini sorridenti. Un’idea, questa, che viene poi confermata all’arrivo, tra l’esultanza dei bimbi presenti, della protagonista assoluta della presentazione, la cagnolina Aria.
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