Jessica Rosval dal Gatto Verde al tetto del mondo: è miglior donna chef
Cresciuta nella scuderia di Chef Bottura
MODENA. Il mondo della grande cucina ha imparato a pronunciare un nome che a Modena non ha bisogno di presentazioni: Jessica Rosval. Da mercoledì è lei la Best Female Chef 2026, la migliore chef donna al mondo: un riconoscimento annunciato durante la cerimonia dei The World’s 50 Best Restaurants a Lima, in Perù. Sul palco del teatro Municipal è stata infatti stilata la classifica annuale che ogni trecentosessantacinque giorni ridisegna la geografia dell’alta gastronomia internazionale. E tra i suoi protagonisti questa volta c’è anche la chef canadese, modenese d’adozione, che ha trovato la propria casa professionale nel parco di Casa Maria Luigia. Un risultato che arriva in un momento particolarmente felice per il suo ristorante: quest’anno infatti Al Gatto Verde ha conquistato il ventiquattresimo posto nella classifica mondiale, risalendo in un solo anno dal novantaduesimo. Sessantotto posizioni guadagnate. Sessantotto.A conquistare il primo posto assoluto è stato invece l’Asador Etxebarri, nei Paesi Baschi, dove Bittor Arginzoniz ha costruito la propria fama attorno alla brace.
La storia
Arrivata in Emilia dal Canada per lavorare in Francescana, Rosval ha saputo crescere nella sica di Massimo Bottura, ieri orgogliosissimo, costruendo nel tempo una personalità gastronomica autonoma e riconoscibile. Ad Al Gatto Verde, aperto nel settembre 2023, il territorio resta un punto di partenza, mai un confine: ci sono le carni dell’Appennino, il pesce dell’Adriatico, le verdure di stagione, ma anche un dialogo costante con altre culture. Questa libertà di racconto si ritrova anche nei menu. Il degustazione “Le Fiabe” attraversa le storie popolari italiane, «un paesaggio vivido, in cui imparare il coraggio, la prudenza e la meraviglia sfumano i confini tra ciò che è stato vissuto e ciò che è stato sognato», ha spiegato Rosval raccontandone la filosofia.
Alla carta, invece, compare “Miseria e Nobiltà”: un tortellino vuoto con ragù di bosco e tartufo, e il carrello degli affumicati, che arriva in tavola accompagnato da condimenti fatti in casa e pane di burnt ends. È proprio in questo equilibrio tra radici e libertà, tra memoria e ricerca, che si riconosce la cifra di Rosval, che non potrebbe essere raccontata senza menzionare l’esperienza maturata sotto la Ghirlandina, tra la "sua" acetaia, gli impegni di Aiw, (Association for the Integration of Women) che ha fondato, e Roots, il ristorante nato per offrire alle donne migranti formazione e opportunità professionali.
«Per questa visione, per la determinazione, e per l’intraprendenza che ha sempre avuto», Rosval, ha vinto il titolo di migliore chef donna al mondo, hanno spiegato durante la celebrazione in Perù. E chi lo avrebbe mai detto che dalla filosofia tutta emiliana di “Tòla Dòlza”, prendersela con calma, tra un appuntamento domenicale nato attorno alla brace nel parco di Casa Maria Luigia e intere giornate spese a cucinare davanti al fuoco, avrebbe preso forma il ristorante che porta a casa una Stella Michelin, una Stella Verde Michelin e, ora, un posto tra i migliori 25 ristoranti al mondo.
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