Lo chef Muccini a 7 mesi dalla strage di via Emilia Centro «Ho gli incubi la notte, non dormo»
Il cuoco del Zelmira è uno degli 8 feriti dell’attentato di Modena
MODENA. «Dormo pochissimo, ho degli incubi, nella mia testa c’è l’immagine della strage del 16 maggio». Sono le parole dello chef Ermanno Muccini, cuoco del ristorante Zelmira, uno degli otto feriti dell’attentato in via Emilia Centro di Salim El Koudri. A sette mesi da quel giorno, Muccini ripercorre i drammatici attimi. Ne parliamo anche perché sono stati raccolti 100mila euro donati a 5 vittime della strage. Muccini è tra i beneficiari della raccolta, a cui hanno contribuito oltre 230 donatori tra cittadini, famiglie, imprese e associazioni provenienti da Modena, dall’Emilia-Romagna e anche da altre parti d’Italia. Le donazioni hanno raggiunto quasi 74mila euro, cifra alla quale si sono aggiunti 26mila euro stanziati direttamente dal Comune, arrivando così a un fondo complessivo di 100mila euro. «Sono arrivati i primi soldi delle donazioni – spiega Muccini –, distribuiti in base alla gravità delle conseguenze riportate. Sono state tante le persone generose che ci ha dato un grande aiuto. È stato un bel gesto di solidarietà da parte della città, per noi è molto importante, perché ci permette di affrontare le prime spese mediche e legali. Devo fare diverse risonanze magnetiche, ma tramite l'Ausl i tempi sono troppo lunghi: si parla di un anno e mezzo. Per questo abbiamo fissato degli appuntamenti nelle cliniche private». Muccini ha riportato seri problemi fisici e psicologici: «Dal punto di vista psicologico – racconta – sto iniziando a sentire il peso di quanto accaduto soprattutto negli ultimi due mesi. Infatti comincerò un percorso con una psicologa che era stata messa a disposizione delle vittime di questa tragedia. Dormo pochissimo e ho degli incubi, anche se non sono direttamente collegati all'incidente. Sicuramente qualcosa è cambiato. A qualsiasi ora mi svegli, poi non riesco più a prendere sonno. Mi capita di svegliarmi all'una, alle due o alle quattro del mattino e non dormire più. A volte leggo fino a tardi per stancarmi, ma quando mi sveglio alle quattro o alle cinque devo tenermi occupato con piccole cose e cercare di far passare il tempo».
A livello fisico, invece, lo chef ha «problemi agli arti superiori, perché ho subito uno schiacciamento del midollo a livello della terza e quarta vertebra. Avverto delle scosse e a volte faccio fatica a stringere gli oggetti. Non sono ancora tornato al lavoro – spiega –: in questo momento non riesco proprio a tenere in mano nemmeno un tegame». Il cuoco ripercorre quegli attimi: «L'auto di Salim El Koudri mi ha colpito al piede mentre saltavo – ricorda –, scaraventandomi in mezzo alla strada. Ho battuto a terra la faccia, la fronte e l'occhio. Ho avuto una commozione cerebrale, del liquido e due emorragie. Adesso, a livello della testa, ogni tanto mi vengono degli svarioni. Sono caduto anche alcuni giorni fa e sono dovuto andare al pronto soccorso perché mi si era gonfiato un ginocchio. Devo stare attento anche a fare due gradini o a salire su una scaletta, perché ho problemi di giramenti di testa. Tuttavia, mi reputo fortunato: quell’auto poteva uccidermi», conclude Muccini.
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