Ospedali, il Pd riunisce tutti. Tregua Mezzetti-Muzzarelli
Paradisi: «Vogliamo essere protagonisti della discussione»
MODENA. Qualche differenza è emersa, e ci mancherebbe, viste le premesse. Però in maniera molto più sobria e ordinata rispetto al dibattito infuocato degli ultimi venti giorni. E in fin dei conti era proprio questo l’obiettivo del Pd: mettere ordine di fronte a un dibattito che stava prendendo una piega preoccupante, sia per il tema delicatissimo - la sanità - sia perché... tra sei mesi si vota, e non è il massimo avere un centrosinistra che si prende a sprangate.
Il tema è quello del futuro degli ospedali modenesi, aperto dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti con l’intervista del 14 ottobre con cui ha annunciato una nuova grande struttura a Baggiovara, e a riunire sindaci e consiglieri regionali è stato il Pd provinciale, che mercoledì sera ha ospitato nella sede di via Rainusso un incontro tra la segreteria, i sindaci dei Comuni capodistretto e i consiglieri regionali dem. In particolare, per il partito c’erano il segretario provinciale Massimo Paradisi, il vice Diego Lenzini, il coordinatore Alberto Bellelli, il responsabile Organizzazione Simone Silvestri e la responsabile Salute e Welfare Francesca Maletti; con loro c’erano i sindaci Massimo Mezzetti (collegato da remoto per impegni istituzionali), Riccardo Righi (Carpi), Matteo Mesini (Sassuolo), Gianni Gargano (Castelfranco), Marika Menozzi (Concordia) e Iacopo Lagazzi (Guiglia), e i consiglieri regionali Gian Carlo Muzzarelli, Ludovica Carla Ferrari e Luca Sabattini, oltre all’assessore regionale e rappresentante della segreteria nazionale Pd Davide Baruffi e al presidente della Provincia Fabio Braglia.
Un incontro che ha messo di fronte Mezzetti e Muzzarelli dopo l’esplosione del caso ospedali, che ha visto il responsabile della Commissione Sanità in Regione come principale avversario del piano illustrato dal sindaco di Modena. Un confronto che, nonostante le diversità emerse, si è svolto in un clima definito sereno e costruttivo da tutti i partecipanti, segno che il momento più difficile sembra essere alle spalle, mentre il partito, dopo aver subìto un po’ attonito lo scontro Mezzetti-Muzzarelli, ha preso in mano il dibattito, avviando un percorso parallelo a quello istituzionale sul tema ospedali e spostando l’asse del confronto dalla città alla provincia: non solo lo scontro Policlinico-Baggiovara, insomma, ma uno sguardo più dall’alto, con un’ottica di rete provinciale della sanità.
«Il futuro della sanità modenese è una sfida centrale per il nostro territorio - fa sapere il Pd provinciale dopo il vertice - e richiede una discussione politica di alto profilo, capace di guardare al lungo periodo senza perdere di vista le esigenze concrete e quotidiane delle cittadine e dei cittadini». Per quanto riguarda l’incontro, il segretario Paradisi parla di «un momento di lavoro dal quale sono emerse, in maniera pienamente condivisa, la necessità di lavorare a un nuovo piano per la sanità modenese (Pal) che segua quattro direttrici sulle quali il Pd intende sviluppare il proprio impegno nelle prossime settimane, coinvolgendo gli organismi dirigenti e promuovendo il confronto sui territori. L’obiettivo è essere protagonisti di una discussione di indirizzo politico su una delle questioni più importanti per il futuro della comunità modenese, raccogliendo la sfida di una riflessione alta e di prospettiva lanciata dal presidente della Regione Michele de Pascale. Un percorso che dovrà essere all’insegna di condivisione e collegialità, attraverso il coinvolgimento di tutti i territori e delle diverse componenti sociali e che dovrà trovare, a livello istituzionale, anche nei Consigli comunali, sede di confronto e dibattito. La prima direttrice - spiega Paradisi - riguarda la difesa della sanità pubblica e universalistica. È necessario contrastare con determinazione le politiche del governo nazionale: dal sottofinanziamento del Servizio sanitario pubblico alla diffusione di strumenti come i voucher sanitari privati, che rischiano di spostare progressivamente il baricentro del sistema verso un modello fondato sulla capacità individuale di acquistare prestazioni. La seconda direttrice passa dal porre al centro i bisogni di cura delle persone, attraverso l’innovazione del modello sanitario modenese. Un’evoluzione che deve partire dalla solidità della rete provinciale, da confermare e rafforzare, e svilupparsi attraverso una maggiore prossimità delle cure e la valorizzazione delle eccellenze presenti sul territorio. La terza direttrice - incalza il segretario - riguarda il rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria, perché la qualità del nostro sistema dipenderà sempre più dalla capacità di costruire questa integrazione. La quarta direttrice, non certo per importanza, impone la necessità di tenere insieme la visione di futuro e le urgenze del presente. Disegnare un modello sanitario capace di rispondere alle sfide dei prossimi anni è indispensabile, ma non possiamo dimenticare i problemi che cittadini e cittadine affrontano oggi».
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