Viola, commessa in un market: «La spesa? Non esiste più “compro quello che mi va”»
MODENA. Millecento euro al mese. Che, sommati allo stipendio del marito, fanno circa 2.600 euro con cui Viola Pinelli, 45 anni, deve far quadrare i conti di casa e affrontare le spese quotidiane di una famiglia con una figlia di 19 anni. Soldi che devono bastare per tutto: la spesa, l’affitto, le bollette, la benzina, l’assicurazione, le necessità di casa. E poi c’è l’imprevisto. Quello che, come racconta, «ogni mese salta sempre fuori». L’ultimo ha avuto quattro zampe e un conto da 220 euro: gli esami del sangue del cane di famiglia. «La figlia pelosa», la chiama Viola, mettendo subito in chiaro che quella non era certo una spesa a cui si potesse rinunciare. Lei lavora part-time nel reparto gastronomia di un supermercato del territorio, una scelta fatta vent’anni fa per ragioni familiari e che oggi, con il costo della vita sempre più difficile da sostenere, vorrebbe poter rivedere.
«Nel 2006 avevo scelto il part-time di 24 ore per stare vicino a mia nonna – spiega –. Ora con questo stipendio faccio fatica, ma è complicato passare al full-time. Tante colleghe lo hanno chiesto e non è stato concesso».
Quattro anni fa è tornata sui banchi di scuola, diplomandosi da seralista in un istituto agrario. E da qualche tempo ha anche un orto di cui prendersi cura. «Non è che cambi più di tanto il bilancio familiare, ma diciamo che unisco l’utile al dilettevole». Perché oggi, racconta, anche fare la spesa è diventato un esercizio di equilibrismo. «Il “vado al supermercato e compro quello che mi va” non esiste più. Acquisto solo i prodotti che sono convenienti. Oggi (mercoledì per chi legge, ndr), ad esempio, sono andata per comprare carne e sono tornata con il pesce scontato del 40%. Nel carrello metto tante uova e legumi, pollo e tacchino. La carne rossa ormai è inavvicinabile». La pizza del fine settimana? «Non c’è più». Il cinema, ormai, è un lusso da concedersi di rado. «Conviene aspettare un po’ e guardare il film su una piattaforma. Ecco, i sette euro dell’abbonamento a Netflix, però, non me li toglie nessuno». E poi le vacanze, che mancano da un po’. «Dal Covid è diventato molto difficile per noi riuscire a partire».
Viola parla di soldi con naturalezza, senza cercare di nascondere le difficoltà. Sa che la sua è una storia comune a tante famiglie modenesi, dove si lavora, spesso in due, si fanno sacrifici eppure arrivare alla fine del mese è diventata una corsa a ostacoli. E se già il presente impone di fare i conti con ogni euro, ogni tanto è il pensiero al futuro a preoccupare. Soprattutto quando si parla di casa.
«Con l’affitto oggi ci va bene rispetto a molti altri: paghiamo 600 euro per 55 mq. Ma se un giorno il padrone di casa ci mettesse alla porta sarebbe una tragedia». Perché trovare un’altra sistemazione, con i prezzi attuali, rischierebbe di diventare un problema enorme. «Gli aumenti oggi sono allucinanti, vivere costa troppo. So che nella nostra situazione sono in tanti».l
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