L’assalto dei ladri alla Sermat di Sassuolo: «Rubato il rame e altri metalli»
L'azienda nel mirino: «Materiali da decine di migliaia di euro»
SASSUOLO. «Sono rovinato, distrutto, arrabbiato e mi sento anche impotente davanti a crimini come questo, che impediscono a un'azienda di lavorare».
Così Adriano Calcagnoli, proprietario di Sermat, azienda che progetta e realizza impianti per il trattamento, la miscelazione e la movimentazione delle materie prime, con sede in via Friuli 14, a Sassuolo. Calcagnoli ieri mattina è arrivato in fretta nella sede della sua azienda, chiamato da due collaboratori che avevano trovato i capannoni depredati di metalli duri, utilizzati per la realizzazione degli impianti produttivi. Nel mirino dei ladri sono finiti, in particolare, i metalli pregiati, tra cui anche il rame impiegato nelle lavorazioni.
Cosa è successo
I malviventi hanno agito in poco tempo, andando dritti al loro obiettivo. In particolare, si sono accaniti sul portone che si trova sul retro dello stabilimento, probabilmente forzandolo con una mazza o un piede di porco. Un'operazione che ha permesso ai ladri di entrare indisturbati all'interno dell'azienda e rubare il materiale custodito nei capannoni. I malviventi hanno portato via il bottino in pochi minuti, lasciando dietro di sé il disordine nei locali della Sermat.
«Sono stato preso dallo sconforto – ha raccontato Adriano Calcagnoli – e ho subito avvisato la vigilanza, con la quale abbiamo un contratto, ma anche il commissariato di Sassuolo, per informarli dell'accaduto. Girando per i capannoni ho trovato ovunque disordine, con i pezzi di metallo pregiato più importanti e costosi, come il widia e il rame, quasi completamente scomparsi. Non è possibile quantificare il danno che, a una prima stima per difetto, potrebbe essere di parecchie decine di migliaia di euro».
L'amarezza
La beffa, oltre al danno, è rappresentata anche dal fatto che nei prossimi giorni sarebbe stato installato un impianto di videosorveglianza, che avrebbe potuto agevolare le indagini. Un raggio di luce in tutta questa situazione è rappresentato dal fatto che esiste una polizza assicurativa contro i furti, anche se probabilmente non riuscirà a coprire l'intero ammontare del danno.
A questo si aggiungono le conseguenze sull'attività produttiva, che al momento non può proseguire regolarmente proprio a causa della mancanza delle preziose materie prime rubate.
«Stamattina – ha aggiunto, ancora sconsolato, Calcagnoli – avevamo alcune lavorazioni da portare avanti in vista della prossima settimana, ma non possiamo farlo. Non credo che nemmeno lunedì mattina sarà possibile riprendere l'attività. In periodi come questo, nei quali è importante fare tutto il possibile per tirare avanti, è davvero una disdetta dover fare i conti con questi delinquenti», conclude il titolare dell'azienda sassolese Sermat.
Le indagini degli agenti del commissariato della polizia di Stato sono scattate subito, anche senza l'ausilio di immagini di videosorveglianza. Resta però l'amarezza della proprietà per un sistema di telecamere che sarebbe stato installato a breve e che avrebbe potuto fornire un aiuto importante nella ricostruzione di quanto accaduto.
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