Sassuolo: album ricordo della grande festa di Nek: 30 anni di successo
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 1 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 2 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 3 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 4 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 5 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 6 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 7 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 8 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 9 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 10 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 11 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 12 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 13 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 14 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 15 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 16 / 17
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Eleonora Alboresi
Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Un grande percorso inizialmente inimmaginabile che ha portato Filippo Neviani a diventare Nek e contemporaneamente ha permesso a Nek di rimanere Filippo, quel ragazzo di Sassuolo che rispondeva alle lettere delle fan insieme ai suoi genitori. “Per chi fa questo mestiere – ha detto l’artista davanti alle oltre 1500 persone presenti all’evento – la longevità è un privilegio. E se riuscire a resistere nonostante il passaggio di mode, anni e stili è un mio compito in quanto artista, sicuramente il merito è vostro per avere condiviso con me 30 anni di vita musicale e partecipazione. Ricordo quando il fan club prese vita: si chiamava Nek Official Fan Club ed era gestito da me, mia madre e mio padre. Col tempo si è evoluto come ogni cosa, trasformando i connotati e diventando più virtuale, digitale. Ecco, io ho visto l’evoluzione di questa famiglia e se mi guardo intorno ricordo molti di voi. Vi osservo e vedo che siete diventati grandi, e lo avete fatto accompagnandomi. Alcuni di voi si sono sposati e hanno fatto figli contagiando anche loro con questa passione. Un regalo eccezionale che non so descrivere a parole”. Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi momenti, dalla presenza di musicisti che hanno accompagnato per più o meno tempo la carriera di Nek fino a chiacchierate col pubblico, unico e solo destinatario di una giornata a cui hanno partecipato persone provenienti anche dall’estero, Spagna in particolare, e da altre Regioni italiane, dalla Puglia alla Campania.
Ad aprire il racconto di questi 30 anni è stato l’inizio country di Nek, che nel 1986 formò insieme a Gianluca Vaccari, con lui sul palco anche ieri, il duo Winchester. Il capitolo successivo, dal 1989, vede l’artista cantante e bassista di un gruppo rock chiamato White Lady, che proponeva in modo particolare cover e con cui Nek scrisse le sue prime canzoni. Della band, all’evento hanno partecipato il chitarrista Francesco Roteglia, che si è esibito in un brano, e il tastierista Andrea Raimondi per un saluto. Proseguendo con il racconto, intervallato da brevi momenti in cui Nek è sceso dal palco per stare in mezzo al suo pubblico, parlare e toccare con mano il suo affetto, l’artista ha parlato della lunga collaborazione con Massimo Varini, che con lui si è esibito in alcuni dei brani più iconici, da Laura non c’è a Sei solo tu. Una giornata ricca di emozioni che ovviamente ha contato anche sulla presenza dell’attuale band dell’artista: Luciano Galloni alla batteria e Max Elli ed Emiliano Fantuzzi alla chitarra.
Tra sorprese, emozioni e musica, ciò che sicuramente Nek e il suo fan club hanno espresso in maniera chiara e totale è un senso di famiglia reale, condiviso e mai scontato. Un cammino di 30 anni che, con un’unione simile, sicuramente continuerà negli anni a venire. 17 / 17
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Dall’uscita del suo primo disco, il 9 settembre 1992, ad oggi sono passati 30 anni. Un numero importante da festeggiare insieme ripercorrendo i momenti più belli di una carriera partita da Sassuolo e arrivata in tutto il mondo. E così ha fatto Nek, che ieri al PalaPaganelli ha incontrato il suo fan club per condividere aneddoti, ricordare, cantare insieme e stare in mezzo a quel pubblico che lo accompagna instancabile dall’inizio della sua storia. Foto di Eleonora Alboresi La cronaca
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