Gazzetta di Modena

La storia

Cecilia apre a casa la sua bakery: «Un pane da condividere e su ordinazione per evitare sprechi»

Alice Benatti
Cecilia apre a casa la sua bakery: «Un pane da condividere e su ordinazione per evitare sprechi»

Si chiama “Amani” l’attività aperta dalla 32enne al civico 138 di via Radici Nord a Castellarano

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Castellarano C’è un profumo che avvolge chi sale la rampa di scale al civico 138 di via Radici Nord a Castellarano. È quello del pane appena sfornato, del burro che sfoglia, del caffè che borbotta. È un profumo di casa, ed è esattamente quello che voleva creare Cecilia Piccinini, classe 1992, quando ha deciso di aprire la sua bakery dentro le mura domestiche. «Amani», l’ha chiamata. Un nome dialettale che significa “pronto, preparato”, ma che per lei racchiude molto di più: la tavola apparecchiata, il calore delle mani infarinate, il senso di famiglia. C’è tutto questo oggi nelle stanze inutilizzate trasformate in laboratorio e spazio d’accoglienza della casa in cui vive con il suo compagno e che presto accoglierà anche la loro prima figlia, Greta, che nascerà a gennaio. «Chi entra nel nostro laboratorio domestico può comprare il pane, fare due chiacchiere, fermarsi per un caffè. È casa nostra, aperta a chiunque», racconta la 32enne, che nel suo paese di origine, Castellarano, ci è tornata un paio di anni fa. La sua storia, però, non profuma di farina fin dall’inizio. Dopo la laurea magistrale a Forlì in Scienze internazionali e diplomatiche, un lavoro sicuro l’aveva portata a Bologna, in Sace, il gruppo assicurativo-finanziario controllato dal Ministero dell’Economia. Contratto statale, benefit, prospettive stabili. «Tutto quello che si può desiderare», dice lei, ma senza esitazione aggiunge: «C’era qualcosa che non mi apparteneva». Ore davanti a un computer, riunioni, numeri. Poi il coraggio – maturato anche grazie al percorso con una psicologa – di ascoltare il proprio desiderio: tornare a un lavoro manuale, alla materia viva dell’impasto. E farlo aprendo la propria attività. Dopo un’esperienza di un anno in un noto forno di Reggio Emilia, la decisione: portare quel sapere dentro casa, farne non solo un mestiere ma un luogo di incontro. Amani ha aperto le porte lo scorso fine settimana alla Festa dell’Uva: alle 9 del mattino i primi clienti, a mezzogiorno tutto esaurito. «Non so come andrà, è un’attività nuova, ma la risposta finora è stata sorprendente». ll laboratorio funziona quasi solo su prenotazione, per evitare sprechi. Sul sito di Amani si può ordinare pane con lievito madre di grandi formati, pensato per durare giorni e riunire la famiglia intorno al taglio della fetta. Farine di grani antichi, perlopiù biologici: dal rustico con farina semintegrale tipo 1 all’integrale con segale al grano duro fino ai pani speciali come il Panfrutto con nocciole, uvetta e albicocche, quello al cacao e cioccolato o ai semi misti. Per la colazione, sfogliati artigianali: croissant, pain au chocolat, cinnamon roll. Il laboratorio è aperto giovedì, venerdì e sabato dalle 7 alle 14: chi arriva ritira i propri prodotti artigianali. Piccinini, che la sua attività l’ha aperta da sola, parla però sempre al plurale. «Perché non lo sento un progetto solo mio. Amani è stato costruito con idee, sorrisi, abbracci di tante persone». E in effetti, più che in una bakery sembra di entrare in un racconto: di ritorni, di scelte coraggiose, di mani che hanno ripreso a impastare per sentirsi finalmente a casa.l © RIPRODUZIONE RISERVATA