Due arbitri aggrediti in pochi giorni, il Coni Reggio Emilia propone uno stop alle gare: «Fermiamoci per un weekend»
E’ la proposta del delegato Emore Manfredi, dopo il pugno rifilato a Ilyas Boutissant nella sfida di basket tra Go Basket e Campagnola, e il colpo alla nuca a Francesco Gammuto in occasione di Real Dragone-Cerredolese, partita di Seconda divisione
Reggio Emilia «Fermiamo lo sport per qualche giorno, anche solo un fine settimana. Porterebbe tutti a riflettere su quello che sta accadendo: la violenza non è giustificabile». Emore Manfredi è il delegato del Coni di Reggio. La sua esperienza nel mondo dello sport è vasta, avendo giocato a calcio e anche arbitrato per poi ricoprire la carica di referente provinciale della Figc. Dal ruolo che ricopre, quello di referente dell’ente olimpico super partes, non che può arrivare una ferma condanna per i due episodi di aggressione agli arbitri a distanza di 10 giorni: il 6 febbraio, il pugno all’arbitro Ilyas Boutissant nella partita di Divisione Regionale 2 di pallacanestro tra Go Basket e Campagnola; domenica, il colpo sulla nuca rivolto da un giocatore della Cerredolese Calcio verso l’arbitro Francesco Gammuto della sezione di Modena, reo (secondol’atleta) di aver concesso un calcio di rigore ai padroni di gara del Real Dragone.
Gare sospese
Sport diversi, categorie differenti, ma stesso risultato: un pubblico ufficiale, perché quella è la carica ricoperta dal direttore di gara mentre corre in mezzo alle due squadre, picchiato per una decisione non condivisa. Una scelta necessaria, secondo il protocollo che gli arbitri devono seguire, ma anche di buon senso, se si pensa a tutti gli sforzi che si stanno cercando di fare per un movimento più sano e improntato su valori positivi, proprio nei giorni in cui il nostro Paese ospita un evento planetario come le Olimpiadi di Milano-Cortina. Col nuovo decreto Sport poi, approvato a giugno, chi aggredisce un direttore di gara rischia anche il carcere. Spiega Manfredi: «Quelli che sono accaduti e che vedono coinvolte le nostre squadre sono gesti del tutto inappropriati, la violenza non mette mai a posto nulla. Siamo in un mondo, ormai, in cui tutto è lecito: nel basket gli episodi di aggressione sono più rari rispetto al calcio, dove purtroppo questi gesti si ripetono con più frequenza». E lo dice, Manfredi, dopo intere stagioni passati sui campi di pallone, parlando coi dirigenti e vedendo una parabola che è diventata fortemente negativa. Il delegato del Coni fa un riferimento preciso: «Pensate al Var: i primi mesi era visto bene da tutti ed era uno strumento utile per l’arbitro anche per calmare i toni, adesso i collaboratori in panchina si portano i dispositivi informatici per disporre delle immagini e poi lamentarsi animatamente. Vediamo spesso litigate oscene». Quanto accaduto domenica sul campo di Polinago impone a tutto il movimento più di una riflessione. La Cerredolese, che sta lottando per le posizioni playoff, era sotto nel punteggio (2-1) contro il Real Dragone. Il calcio di rigore concesso da Gammuto ai padroni di casa ha scatenato l’ira degli ospiti, con il calciatore dei reggiani che prima avrebbe offeso il direttore di gara per un fallo a suo dire inesistente e poi, una volta che l’arbitro era girato di spalle, gli avrebbe tirato un colpo sulla nuca, provocandogli un forte dolore. Immediata la sospensione della partita. Ieri la Cerredolese, interpellata dalla Gazzetta, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, rimettendosi a quelle che saranno le decisioni del giudice sportivo che si baserà, ovviamente, sul referto inviato dallo stesso Gammuto. Il club condanna comunque l’episodio, come già fatto al termine della gara dall’allenatore e presidente Corrado Guidetti.
Un weekend senza sport
Tante, in queste ore, sono state le reazioni di indignazione per quello che è solo l’ultimo episodio di violenza nello sport. E leggendo queste notizie che al delegato provinciale del Coni viene l’idea: oltre ai corsi di formazione portati avanti dalle singole federazioni e che il Comitato Olimpico Nazionale appoggia, serve un passo in avanti, un segnale forte per dire "basta". «Fermandoci per un intero fine settimana. Lasciando i campi e le palestre nel silenzio, riusciremo a ragionare su quello che sta accadendo al nostro mondo. Certo, non tutte le società e associazioni sarebbero d’accordo, ma sarebbe opportuno ragionarne tutti insieme. Nei prossimi giorni vedrò il presidente regionale della Figc Simone Alberici e glielo proporrò: il Coni è attento a queste dinamiche e da noi non c’è spazio per pugni e spintoni». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
