Gazzetta di Modena

La scomparsa

Addio a Wainer Franzoni, il ciclismo reggiano è in lutto

Addio a  Wainer Franzoni, il ciclismo reggiano è in lutto

Reggio Emilia: aveva 80 anni ed era cresciuto a Cavriago, corse con Vittorio Adorni

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Reggio Emilia Il ciclismo è in lutto per la morte di Wainer Franzoni, corridore molto stimato negli anni ’60. Aveva 80 anni e si è spento dopo un ictus emorragico. Franzoni era nato il 2 luglio 1945 a Cavriago, comune con cui aveva mantenuto sempre un forte legame. Proprio nel paese delle sue radici, nel 1961, si formò una squadra di esordienti, il G.s. Cavriago appunto con i colori bianco e rosso, società che lo avvicinò al ciclismo assieme a Mario Cabassi, altro cavriaghese. Di quegli anni la sua partecipazione al Piccolo Tour Reggiano, l’allora più importante gara in 10 frazioni riservata alla categoria esordienti, e colse la sua prima vittoria proprio nell’ultima tappa. Nel 1963 e 1964 corse per il glorioso V.C. Reggio, mentre nel 1965 avvenne il passaggio a dilettante.

Wainer Franzoni non ottenne grandi risultati, a causa anche del concomitante servizio di leva a Roma, conquistò solo qualche piazzamento e una vittoria a Gazzata dove prevalse in volata sul compagno di squadra Milioli. Nel 1966 Montecavolo si formò il G.S. Orlandini, diretto dallo storico tecnico reggiano Walter Crovegli. Il 1967 segnò per lui l’anno della maturazione: fortissimo in salita dimostrò di saper vincere anche in volata. La conferma della sua crescita arrivò nel 1968. La squadra ingaggiò il marchigiano Enrico Paolini e il direttore sportivo Crovegli costruì una grande coppia: Paolini-Franzoni. Tuttavia, a vincere molto fu soprattutto Wainer. Franzoni andava veramente forte e nello stesso anno il G.S. Scic di Parma lo ingaggiò assieme a Paolini per il passaggio al professionismo. Il suo capitano era Vittorio Adorni. Wainer però non riuscì a confermare le tante aspettative. Corse ancora un anno con la Zonca, ma ormai era proiettato a costruirsi un futuro.

E lo fece proprio a Cavriago gestendo prima una lavanderia con la mamma, poi un affermato negozio di articoli sportivi insieme all’inseparabile moglie Vanna. Il ciclismo però ha continuato a rappresentare per lui una grandissima passione. Anche se dietro le quinte ha seguito tante gare dal Giro d’Italia al Mondiale, dal Giro dell’Emilia al Giro di Lombardia. Infine partecipava ancora alle riunioni con gli ex corridori. «Era una persona speciale che ha insegnato a molti uno stile di vita nello sport – lo piangono la moglie Vanna e la figlia Sabrina –. Wainer era attivo e sempre disponibile con tutti, a maggior ragione come marito e papà. Lo sci e le boccette erano le altre sue grandi passioni, tanto è vero che ha militato in diverse società reggiane. Insieme abbiamo inoltre gestito per tanti anni il negozio di articoli sportivi Franzoni Sport, che oggi porta avanti il nipote. Il negozio organizzava dei pullman per andare a sciare e promuoveva gare contro altri sci club.».

«Wainer aveva mantenuto forti legami nell'ambiente ciclistica, perché una persona profondamente buona e semplice – lo ricorda l’amico Paolo Tedeschi–. Con lui era piacevole confrontarsi sui temi ciclistici grazie alla sua mitezza, che rendeva amabili anche le discussioni più accese. Mancherà davvero tanto ai suoi numerosi amici». Wainer Franzoni lascia la moglie Vanna, la figlia Sabrina e due amati nipoti. Non si terrà il funerale, la salma sarà esposta oggi dalle 15 alle 19 domani alla Croce Verde per l’ultimo saluto. La famiglia chiede non fiori, ma donazioni alla Ircss dell’Ausl. l © RIPRODUZIONE RISERVATA