Gazzetta di Modena

In montagna

La “lettera” del cavallo Smart recuperato con l’elicottero a Ligonchio: «Ringrazio tutti coloro che mi hanno salvato»

Elisa Pederzoli
La “lettera” del cavallo Smart recuperato con l’elicottero a Ligonchio: «Ringrazio tutti coloro che mi hanno salvato»

Reggio Emilia, era precipitato per 200 metri dal Sentiero Cai 633. I vigili del fuoco hanno impiegato circa 24 ore per trarlo in salvo

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Ventasso «Sono Smart, il cavallo salvato dopo una caduta in un burrone sulle nostre montagne reggiane. Volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno salvato, rischiando anche la propria incolumità, perché salvare un cavallo in quella situazione, mettendo in sicurezza sia me che gli uomini del soccorso, non è facile e i rischi sono molto grossi».

Inizia così la lettera che riceviamo dopo l’eccezionale operazione di salvataggio di lunedì (1 giugno) del cavallo finito in un burrone a Romecchio di Ligonchio, dopo essere precipitato dal Sentiero Cai 633. A mandarla il proprietario dell’animale. Insieme domenica pomeriggio stavano facendo una passeggiata tranquilla quando il terreno ha improvvisamente ceduto e l’animale è precipitato per 200 metri. Ci sono volute oltre 24 ore per tirarlo su, l’uomo non lo ha mai lasciato solo e si è messa in moto una eccezionale macchina dei soccorsi.

«Grazie di vero cuore al veterinario Nicolò - si legge nella missiva, a firma di Smart - che non mi ha mai abbandonato e mi ha tenuto calmo e sedato per evitare che mi facessi male e scivolassi sempre più giù. Un grazie immenso ai vigili del fuoco e agli elicotteristi, veri eroi di questa avventura: senza di loro non sarei ritornato a casa nel mio paddock». «Un grazie anche a te, compagno e amico di avventure, che hai cercato di non farmi scivolare. Purtroppo sono troppo pesante, quasi 600 chili, ma non mi hai mai lasciato solo - va avanti -. Ti ho visto piangere, perché avevi paura di perdermi, ma ho cercato di resistere con tutte le mie forze. Non potevo lasciarti: ci vogliamo troppo bene e poi ti sarebbero mancati i miei bacini, che ogni mattina ti davo quando arrivavi con il fieno».

«Un grazie anche all’amico Gigi, che non ha mai abbandonato il mio compagno di viaggio in questi due giorni interminabili e che ha fatto la spola tra me, i miei soccorritori e il mio compagno - si legge ancora -. Grazie ancora a tutti, a Ligonchio, ai suoi abitanti e a tutti coloro che hanno avuto un pensiero e ci sono stati vicini in questa incredibile e dolorosa avventura, che però ha avuto un lieto fine. Ora sono a casa, mi sto rimettendo e vi allego la mia foto per rassicurarvi sul mio stato». Smart era stato raggiunto e messo in sicurezza già domenica. Ma per le operazioni di recupero era stato necessario attendere il giorno dopo. l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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