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I numeri

Mafie, a Reggio Emilia 539 interdittive in 14 anni: il prefetto lancia l'Osservatorio della legalità

Mafie, a Reggio Emilia 539 interdittive in 14 anni: il prefetto lancia l'Osservatorio della legalità

Il picco dei provvedimenti nel 2022: furono ben 106. I dati sulle interdittive antimafia, ha spiegato, confermano la necessità di mantenere alta la vigilanza e testimoniano l’impegno costante dell’Ufficio antimafia

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Reggio Emilia Cinquecentotrentanove interdittive antimafia adottate dal 2012 ad oggi, con un picco di 106 provvedimenti nel solo 2022. Sono questi i numeri che aprono e spiegano il senso della conferenza permanente tenutasi ieri nel Palazzo del Governo di Reggio Emilia, convocata per affrontare il tema delle infiltrazioni mafiose, dopo la lettera a firma dei sindaci emiliano-romagnoli inviata al Csm per mantenere alta l’attenzione anche nel Nord Italia. L’incontro è stato presieduto dal prefetto Salvatore Angieri e ha visto la partecipazione del procuratore della Repubblica, del sindaco, del presidente della Provincia, del questore, del comandante del reparto operativo del comando provinciale dell’arma dei carabinieri e del comandante provinciale della guardia di finanza. Presenti anche i sindaci dei Comuni della provincia, il delegato Anci e un’ampia rappresentanza del mondo economico e sociale: Camera di Commercio, Cna, Confindustria, Coldiretti, Confapi, Ascom, Confesercenti, ordini professionali, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria.

Nel corso della conferenza, il prefetto Angieri ha richiamato l’attenzione sulla ricchezza del tessuto produttivo reggiano, caratterizzato da numerose imprese di rilievo nazionale e internazionale, sottolineando come proprio questa vitalità renda il territorio particolarmente esposto all’interesse delle organizzazioni mafiose. I dati sulle interdittive antimafia, ha spiegato, confermano la necessità di mantenere alta la vigilanza e testimoniano l’impegno costante dell’Ufficio antimafia e di tutte le istituzioni coinvolte. In quest’ottica, Angieri ha annunciato la volontà di rafforzare gli strumenti di prevenzione attraverso nuovi protocolli di legalità per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose sul modello di quello già attivo nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione, e di istituire un Osservatorio provinciale di legalità. Un organismo pensato per monitorare il fenomeno, raccogliere dati e fornire indicazioni strategiche utili alla comprensione e alla gestione di elementi riconducibili a infiltrazioni mafiose e fenomeni corruttivi.

A sottolineare la portata del problema è stato anche il procuratore Gaetano Calogero Paci, che ha evidenziato l’importanza di momenti di confronto come questo per sensibilizzare tutti gli attori della rete istituzionale ed economica. Richiamando le parole del presidente della Repubblica in tema di frodi fiscali, il procuratore ha ribadito che l’azione delle organizzazioni criminali non rappresenta solo una violazione di principi etici o costituzionali, ma produce effetti diretti sull’ordine democratico, oltre a costituire una forma di concorrenza sleale che danneggia le imprese sane. Da qui l’appello alle categorie professionali, produttive e datoriali a farsi carico di una responsabilità condivisa, fondata anche sulla formazione di una solida coscienza deontologica. Centrale, nel suo intervento, il ruolo delle interdittive antimafia e dei provvedimenti di destinazione dei beni sequestrati e confiscati, indicati come strumenti essenziali per la bonifica del sistema economico. Sindaco e presidente della Provincia, dal canto loro, hanno confermato la disponibilità degli enti locali a partecipare attivamente all’Osservatorio di legalità, ribadendo il costante impegno nella promozione di percorsi e iniziative di prevenzione e azioni di recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il prefetto ha infine ribadito l’importanza di aiutare il territorio e gli imprenditori a riflettere sulla propria vulnerabilità: «È fondamentale individuare i più idonei strumenti di difesa contro gli illeciti interessi della criminalità organizzata. La disponibilità e l’attenzione di tutte le Istituzioni resta alta». Un messaggio che conferma la volontà di fare fronte comune per la tutela dell’economia legale reggiana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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