Gazzetta di Modena

Il caso Rcf Arena

C.Volo respinge le accuse: «Trotta voleva l'Arena a costo zero, Milani diffama». Vie legali contro i due

Alice Benatti
C.Volo respinge le accuse: «Trotta voleva l'Arena a costo zero, Milani diffama». Vie legali contro i due

La società rompe il silenzio e risponde colpo su colpo. La ricostruzione dei fatti del promoter musicale «non corrisponde a verità» mentre «l’atteggiamento diffamatorio dell’ex collaboratore Milani non può più essere tollerato»

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Reggio Emilia C.Volo S.p.A. rompe il silenzio e risponde colpo su colpo. Il primo destinatario è il promoter musicale Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts e storico organizzatore di grandi eventi dal vivo, che venerdì sulla sua pagina Facebook aveva rivelato di aver presentato una proposta per la gestione della Rcf Arena, denunciando il rifiuto incassato e accusando la società di «dilettantismo». Il secondo è Victor Yari Milani, il manager al quale C.Volo aveva affidato la direzione artistica dell’Hellwatt Festival (poi ribattezzato Pulse of Gaia prima dell’annullamento) salvo poi revocargli l’incarico, aprendo uno scontro che da mesi si trascina tra accuse reciproche, ricostruzioni contrapposte e repliche a mezzo stampa. Ma andiamo con ordine.

Per chi non avesse seguito la vicenda, serve un breve riassunto della puntata precedente. A distanza di un mese e mezzo dal clamoroso annullamento del festival che a luglio, per tre weekend, avrebbe dovuto portare alla Rcf Arena una ventina di artisti di fama internazionale, Trotta ha raccontato la proposta avanzata a C.Volo, la società che gestisce l’Arena, anche se al suo posto menziona Coopservice. Ricordiamo che la società, dopo l’uscita di scena – formalizzata martedì scorso – di Finregg, della Arena Campovolo Srl di Salzano e Maioli e di Taste Srl, è di fatto passata quasi interamente nelle mani di Coopservice, oggi titolare del 93% delle quote. In sostanza, quella del promoter musicale era una proposta di subentro nella gestione della Rcf Arena: l’attuale società avrebbe fatto un passo indietro, lasciando a Trotta la gestione dell’impianto, in cambio di corrispettivi e percentuali da definire. Sarebbe inoltre rimasto in vigore l’accordo con la Campovolo Srl di Salzano e Maioli, mentre Trotta escludeva di accollarsi le perdite pregresse o di entrare nella compagine societaria esistente.

«Sorprende – comincia C.Volo S.p.A nella sua replica – che un professionista da decenni considerato tra i maggiori operatori del settore abbia scelto di rendere pubblica una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà, peraltro violando quella stessa riservatezza da lui stesso richiesta ossessivamente, senza considerare il merito del suo approccio, che risultava tecnicamente inaccettabile anche con le migliori intenzioni di collaborazione». «Trotta infatti non solo ha proposto di impossessarsi letteralmente di Rcf Arena in sostanziale esclusiva a costo zero – prosegue – ma, per di più, ha richiesto (una non meglio definita) estromissione totale di C.Volo S.p.A., che è la concessionaria dell’area (pubblica) e quindi, di diritto, non può uscire completamente di scena, a rischio di revoca della concessione stessa». Per la società, insomma, la proposta di Trotta era impraticabile anche sotto il profilo giuridico, perché è concessionaria dell’area pubblica su cui sorge la Rcf Arena e non può uscire completamente dalla gestione senza mettere a rischio la stessa concessione. «Alle ricostruzioni non corrispondenti ai fatti – si poi legge nella nota della società – si aggiungono giudizi generalizzati e fortemente denigratori nei confronti non solo di C.Volo S.p.A (il riferimento è alle accuse di dilettantismo, ndr) ma anche dell’intero sistema territoriale, reggiano e addirittura regionale, coinvolgendo indistintamente tutti gli attori politici, opposizioni comprese. Una simile condotta meriterebbe a sua volta un’analisi su quali motivi possano spingere un manager affermato a bruciare con tali dichiarazioni la sua reputazione, trascinando peraltro con sé anche la sua società Barley Arts». E annuncia che porterà la questione nelle sedi legali competenti.

Arriviamo ora al capitolo Victor Yari Milani, spina nel fianco di C.Volo S.p.A a seguito della sua estromissione dal ruolo di direttore artistico del mega evento poi naufragato. Nei giorni scorsi Milani è tornato all’attacco chiedendo di poter intervenire in Commissione consiliare e promettendo di esibire documenti, contratti ed e-mail. Ha sollevato interrogativi sulla gestione della Rcf Arena, sui rapporti tra C.Volo, Coopservice, Comune e Partito Democratico, oltre che sui parcheggi, i fondi pubblici e gli eventuali indennizzi. Infine, lo ricordiamo, l’ex direttore artistico di Hellwatt Festival ha rimesso in discussione le motivazioni dell’annullamento del festival, chiedendo perché C.Volo non abbia presentato ricorso al Tar se ritiene che la responsabilità sia delle autorità. Con una nota inviata ieri agli organi di informazione, C.Volo S.p.A. «respinge con la massima fermezza le accuse denigratorie e le insinuazioni rivolte da Milani nei confronti della società, ritenendole gravemente diffamatorie e del tutto prive di qualsiasi fondamento». «Milani – si legge– allude con voluta malizia a rapporti di favore tra C.Volo S.p.A. e un partito politico per la festa dello stesso che – sia detto – per tradizione oramai trentennale si tiene nell’area del Campovolo (solo recentemente gestita da C.Volo S.p.A.». Le dichiarazioni di Milani «insinuano sospetti generici e interpretazioni complottistiche prive di ogni connessione logica o giuridica sul provvedimento del Prefetto di Reggio Emilia del 29 maggio 2026, che ha determinato il divieto di svolgimento dei concerti di Kanye West e Travis Scott, eventi portanti del rilevante Festival musicale in programma». Non è chiaro, invece, se C.Volo S.p.A, abbia effettivamente presentato ricorso al Tar. Scrive, infatti, di avere provveduto «a coltivare questa ipotesi». «ll debordare di questo atteggiamento diffamatorio – riporta la nota di C.Volo, in conclusione – non può ulteriormente, nell’interesse sociale, essere tollerato e C.Volo S.p.A. assumerà quindi le iniziative legali del caso, per tutelarsi nei confronti del Sig. Milani ma anche di eventuali altri corresponsabili la propria reputazione e in definitiva l’integrità e consistenza del proprio patrimonio aziendale».

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