Gazzetta di Modena

Il resoconto

Costabona, la festa dei forni conquista migliaia di persone. Benny Benassi: «La cosa più bella? Vedere tanti giovani che hanno voglia di Appennino»

Elisa Pederzoli
Costabona, la festa dei forni conquista migliaia di persone. Benny Benassi: «La cosa più bella? Vedere tanti giovani che hanno voglia di Appennino»

Villa Minozzo: l’evento ideato dal dj e dall’amico Stefano Fioroni è stato un successo. La promessa: «Ci vediamo l’anno prossimo»

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Villa Minozzo Metti un piccolo borgo dell’Appennino in una bella giornata di fine agosto. Mescola con la suggestione di vedere riaccesi gli antichi forni per la preparazione del pane, condisci insieme i sapori della tradizione con musica e dj set. Il risultato firmato Benny Benassi – che ancora una volta fa un regalo prezioso al territorio reggiano – è un evento che è stato capace di richiamare sulle pendici del Monte Surano migliaia di persone, dai bambini in passeggino fino ai nonni, per una giornata indimenticabile. È la fotografia che ci lascia “Forni in festa”, la prima edizione dell’evento che sabato ha animato Costabona, nel territorio di Villa Minozzo, come non si era mai visto.

Un appuntamento semplice e insieme straordinario, che ha visto coinvolta tutta la comunità e ha fatto arrivare fin qui tanta gente che probabilmente, prima dell’invito del dj che tutto il mondo ama, non sapeva neanche dove fosse sulla cartina. Una fiducia ben riposta, perché niente è stato lasciato al caso e, complice la serietà di chi è abituato a suonare e frequenta i più grandi festival internazionali, tutto ha funzionato alla perfezione: dall’intrattenimento alla logistica, a partire dai parcheggi organizzati, con tanto di navette. «È stata davvero una giornata bellissima, forse anche oltre le nostre aspettative». Benny Benassi il giorno dopo nasconde l’emozione. «Non abbiamo ancora un dati precisi sulle presenze, anche perché la festa era diffusa, con diversi piccoli palchi e tante situazioni che coesistevano nel suggestivo borgo di Costabona, ma le persone sono state tantissime – ammette – Il paese è stato pieno praticamente per tutto il pomeriggio e fino a sera e poi alla carbonaia e in piazza fino a tarda notte». «La cosa che mi ha colpito di più è stata vedere quanti giovani vivono e hanno voglia di vivere il nostro Appennino – confida –. C’erano intere compagnie di ragazzi, con una gran voglia di stare insieme, divertirsi e condividere una giornata in un piccolo paese di montagna. È stata l’immagine più bella della festa».  «E poi, naturalmente, vedere un’intera comunità mettersi a disposizione: ognuno ha dato una mano, ha aperto un forno, una corte, uno spazio del paese e ha contribuito a modo suo – ci tiene a sottolineare –. Credo che il risultato più bello sia stato proprio questo: riscoprire insieme le nostre tradizioni e riuscire a farle rivivere in modo moderno con la musica, coinvolgendo tutte le generazioni, ma soprattutto i più giovani». Poi la promessa: «Grazie Costabona. Ci vediamo il prossimo anno!».

Benassi ha consolidato negli ultimi anni il suo legame con il paese acquistando e ristrutturando insieme alla compagna Alessandra Bondavalli un antico metato, oggi diventato Casa Fumé, il loro rifugio sull’Appennino. L’idea di “Forni in festa” era nata circa un anno e mezzo fa da Benny Benassi insieme all’amico Stefano Fioroni, partendo proprio da una peculiarità del piccolo borgo: i numerosi vecchi forni in pietra che ancora si trovano fuori dalle case. Un tempo praticamente ogni famiglia aveva il proprio forno e lo accendeva una volta alla settimana per cuocere il pane destinato a durare fino all’infornata successiva. Una tradizione che con il passare degli anni si è persa, anche se una decina di quei forni sono ancora funzionanti. Da qui l’intuizione: riaccenderli tutti insieme e costruire attorno a quel gesto antico una festa diffusa, capace di coinvolgere le diverse anime del paese e di unire pane, prodotti del territorio, musica e convivialità. Una scommessa vinta, perché il risultato è stato un evento che è stato capace di mescolare tempi ed emozioni, di riunire giovani e persone più grandi, di far riscoprire un borgo. Chi c’è stato promette che ritornerà, chi l’ha perso confida di recuperare l’anno prossimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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