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La Pasticceria Da Ligabue si rinnova in centro storico: «O ti reinventi o la città muore»

Nicolò Valli
La Pasticceria Da Ligabue si rinnova in centro storico: «O ti reinventi o la città muore»

Reggio Emilia, La storica attività in via Emilia San Pietro ha riaperto dopo i lavori estivi di ristrutturazione. Ora offre un locale più ampio con dieci tavoli all’interno per la consumazione

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Reggio Emilia «L’abbiamo fatto per noi, per dare un ulteriore servizio ai reggiani, ma anche per essere da esempio in un’ottica di rilancio del centro storico. Vogliamo essere una luce, nella speranza che anche altri ci seguano». Nelle parole di Stefano Incerti c’è l’orgoglio nella gestione di un’attività storica nel cuore di Reggio che ieri (4 settembre), davanti a tantissime persone (tra cui l’assessore al Centro storico Stefania Bondavalli) ha inaugurato una nuova era: la pasticceria gastronomia Da Ligabue ha infatti ufficialmente riaperto. Aveva chiuso a fine luglio, per i lavori di ristrutturazione al negozio di via Emilia San Pietro 45, che ora raddoppia i propri spazi.

Una grande soddisfazione per gli appassionati clienti, che ieri sera hanno popolato il negozio per riappropriarsi di un posto che è molto di più di una pasticceria. Racconta il titolare, socio insieme a Nadia Vescovini: «Abbiamo acquistato l’area del negozio vicino che aveva chiuso e abbiamo lavorato in estate per questa nuova veste del locale - le sue parole -. Il periodo del cantiere non è stato semplicissimo, anche perché su Google era uscita la scritta "chiuso temporaneamente" non modificabile e anche a piedi c’era gente che passava al cantiere per capire lo stato delle cose. La novità principale è rappresentata dai tavolini interni: ne abbiamo collocati una decina, da due persone l’uno, ma modellabili in base alle esigenze. Continuiamo il servizio di pasticceria e gastronomia mentre si potenzia l’area del catering, grazie al contributo di Mohamed El Sayed. Un’altra novità è rappresentata dal bagno per i disabili».

I prodotti restano quelli classici, quelli che da più generazioni invogliano i reggiani a fare la fila e prenotare telefonicamente: «Noi affianchiamo tradizione e innovazione, perché comunque bisogna essere al passo con i tempi - racconta Incerti -. Con la nuova disposizione, divideremo il bancone in tre: pasticceria da una parte e gastronomia dall’altra. In mezzo, alterneremo prodotti come brioche a focacce ed erbazzone. Non mancherà il nostro servizio d’asporto, mentre potremmo pensare a qualche modifica sulle bevande, servendoci anche dei miscelatori». Con Incerti, da 38 anni socio dell’attività, è impossibile non parlare di quanto questa riapertura sia significativa in ottica centro storico: «Non c’è alternativa, o si muore o ci si reinventa, anche perché altrimenti la città diventa un cimitero. Anni fa al sabato pomeriggio la "vasca" riempiva la Via Emilia, ora siamo affiancati dagli sfitti che non sono certo piacevoli da vedere. Credo che, per aprire o rilanciare un’attività commerciale nel 2026 in centro storico, ci vogliano visione e idee chiare. Portare tutti i servizi essenziali all’esterno del centro non ha aiutato. Certo, gli affitti devono per forza di cosa calare».

Da Ligabue, comunque, le idee allo staff (che conta su una ventina di dipendenti, contando anche il laboratorio in via Sicilia) non mancano, per una pasticceria tra le più conosciute e amate di tutta la città: «Il segreto? Esserci sempre, domenica compresa - racconta-. Siamo aperti dalle 6 alle 19.30, ma stiamo pensando a qualche iniziativa serale, anche per essere un presidio per tutto il quartiere dove, purtroppo, il degrado è presente. Ci piacerebbe proporre una serata a tema, una volta alla settimana, invitando i clienti. Una volta potremmo proporre una cena a base di tortelli, un’altra volta una merenda per i bambini che escono da scuola». «Si può fare - conclude Stefano Incerti -: vogliamo accendere la luce affinché altri possano seguire il nostro esempio». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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