Gazzetta di Modena

Casina

«Cani da caccia nel nostro recinto: sono stati aggrediti gli asini dell’agriturismo»

Adriano Arati
«Cani da caccia nel nostro recinto: sono stati aggrediti gli asini dell’agriturismo»

Casina: la denuncia dei titolari del Mulino in Pietra: «Non è la prima volta»

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Casina I cani da caccia dentro all’agriturismo, nel recinto degli asinelli. È stata una brutta mattinata quella vissuta ieri dai gestori dell’agriturismo Mulino in Pietra di Cortogno di Casina, un locale noto e apprezzato sia per la ricettività sia per la splendida posizione in cui si trova, a fianco di un corso d’acqua nel bosco. Una zona vicinissima a quella battuta da tanti cacciatori con i loro cani, in questa stagione di piena attività venatoria per la penna, per le lepri e pure per le selezioni in gruppo degli ungulati. Ieri, l’ultima sgradita visita ravvicinata: «Dei cani da caccia hanno attaccato i nostri asini, nella nostra proprietà, in casa nostra, nel loro recinto, in una struttura ricettiva. Ce ne siamo accorti sentendo le loro urla terrorizzate e, uscendo, li abbiamo trovati sotto attacco (un cane ha anche aggredito un nostro asinello al collo)», spiega la titolare Valentina Ruozzi. Con il marito è uscita, allontanando il cane, e poco dopo i due hanno rintracciato il proprietario. «Il cacciatore ci ha detto che è la prima volta che succede, di solito il suo cane non è aggressivo, ma intanto è accaduto e non è certo una questione isolata – racconta –. E oggi mi chiedo: e se nostra figlia fosse stata a giocare in giardino?».

L’assalto del cane non è un caso isolato: «Questo è l’ultimo episodio, molto grave perché ha messo a rischio gli asinelli e avrebbe potuto avere conseguenze per qualche persona che si fosse trovata lì, per questo ho deciso di raccontare l’accaduto sui nostri social. In passato, continua Valentina, «molti cani da caccia e cacciatori sono passati vicino alla piscina, al nostro orto e nel giardino, con spari a distanza ravvicinata. Con un cacciatore abbiamo litigato, era praticamente nel cortile con il fucile carico». E si parla di «una struttura in cui viviamo e in cui passano tante persone, tra ospiti che dormono qui e i clienti del ristorante. Siamo stati in vacanza una settimana, e i dipendenti che hanno lavorato in quel periodo ci hanno detto di altri episodi, costanti». La segnalazione pubblica è stata fatta per i timori sulla sicurezza, «senza voler essere ipocriti verso la caccia, visto che per primi mangiamo e serviamo carne e selvaggina nel nostro agriturismo. Ma siamo contro questa caccia, non regolamentata, selvaggia e irresponsabile, fa notare. Adesso verrà la forestale a raccogliere la nostra testimonianza su quanto accaduto, ma è difficile poter risolvere la cosa senza che i cacciatori prestino attenzione». Non esistono soluzioni? «Ci siamo informati in Comune, l’unica strada sarebbe recintare tutta la nostra proprietà. Ma parliamo di un perimetro molto ampio e questo significherebbe bloccare anche il passaggio agli animali o a chi vuol muoversi nel bosco. Prima ancora che una spesa, sarebbe un peccato, e una limitazione molto forte, e ci piacerebbe che ci fosse una risposta diversa», spiega sempre la Ruozzi. «Sarebbe necessario però che i cacciatori mostrassero maggior attenzione, non potrebbero sparar a meno di 150 metri dalle case ma non sempre questo limite viene rispettato. E comunque, una distanza di 150 metri, con un proiettile, non è poi così ampia, il rischio c’è eccome».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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