Caso Reggio Children, il messaggio degli insegnanti israeliani nella terra di Malaguzzi: «Dobbiamo stare uniti»
Nessun intoppo nel primo giorno di visita della delegazione. Parole di pace dai pedagogisti, il sindaco respinge le accuse
Reggio Emilia Alla fine, ieri mattina alle 9, la delegazione di docenti israeliani è arrivata a Reggio e, come promesso pubblicamente, è stata accolta al Centro Internazionale Loris Malaguzzi dal sindaco Massari in persona e da Nando Rinaldi, presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia. Nonostante la bufera nata negli scorsi giorni e ancora in corso, nelle stanze dell’impero del Reggio Approach la giornata si è svolta senza incidenti, concludendosi, anzi, con un messaggio distensivo dello stesso gruppo di studio israeliano. «Per distinguere la luce dall’oscurità abbiamo bisogno dell’altro» si legge nella nota diffusa da Reggio Children, che si conclude con una dichiarazione di apertura: «Ora, più che mai, dobbiamo mantenere saldo il ponte fra di noi».
Nel testo vengono anche citati alcuni dei pedagogisti che hanno fatto la storia del Reggio Emilia Approach, come esempi dai quali apprendere valori e punti di vista sul mondo: Loris Malaguzzi, Carla Rinaldi e Claudia Giudici. «Il Reggio Emilia Approach è il nostro altro e noi siamo il suo altro – è il messaggio dei pedagogisti israeliani – abbiamo bisogno di lui e lui ha bisogno di noi. Siamo qui per tenere la bussola. Un approccio cognitivo, emotivo, umanistico, pieno di speranza e solidale ci riporterà sulla strada maestra. Da Loris Malaguzzi abbiamo imparato che, quando qualcosa non va come pensavi o ti aspettavi, devi spingerti oltre: l’amarezza non aiuta. Da Carla Rinaldi abbiamo imparato che “sono sempre i valori a doverci guidare”. Da Claudia Giudici abbiamo imparato che ogni persona è una e tante, ed è interconnessa all’identità, ai linguaggi e alle narrazioni. In questi momenti i bambini hanno bisogno di investire tutte le loro capacità nel dare significato alla nuova realtà e nell’acquisire strumenti per farlo». Nonostante le tensioni degli ultimi giorni, le accuse di antisemitismo e le manifestazioni Pro Pal andate in scena in tutta Italia negli scorsi giorni, il Centro Malaguzzi è rimasto aperto al pubblico per l’intera giornata, presidiato all’esterno da forze dell’ordine e Digos.
Nel pomeriggio, alle 17, alcuni attivisti di Assemblea Reggiana per la Palestina si sono radunati davanti all’accesso principale della struttura, esponendo i disegni dei bambini palestinesi della Striscia, parte della mostra itinerante HeArt of Gaza. «Il problema – ha ribadito Cosimo Pederzoli, recentemente schedato dal governo israeliano perchè ritenuto “mediamente pericoloso” – è di chi si dissocia da una carta che dice no a guerra e genocidi e che si schiera per i diritti umani». Gli attivisti hanno sottolineato come le accuse di antisemitismo rivolte all’amministrazione comunale siano infondate. «Piuttosto – hanno ribadito – ci sono stati errori e ambiguità nella gestione della situazione». Lo scontro in città è rimasto esclusivamente politico. Il sindaco Marco Massari ha respinto in Consiglio comunale le accuse rivolte a Reggio Emilia e quelle che ha definito «prevedibili strumentalizzazioni politiche della destra». Domenica il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, aveva rivolto a Reggio parole particolarmente dure, arrivando a paragonarla al Terzo Reich. «Reggio Emilia è una città aperta a tutti, che fa dell’inclusione e del rispetto reciproco valori condivisi – ha dichiarato Massari –. Noi vogliamo costruire ponti di rispetto, incontro e pace». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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